06/09/2012

La provocazione di Forza Nuova "Numero nero" contro i soprusi

In un periodo nel quale la politica abdica al proprio ruolo di guida, xenofobia e razzismo invece non conoscono soluzione di continuità.
FN.jpgL’ultimo episodio in ordine di tempo è l’attivazione da parte di Forza Nuova, nota per campagne apertamente contrarie all’omosessualità ed all’immigrazione, di un “Osservatorio antirazzista” a favore dei cittadini italiani “vittime di soprusi e discriminati dagli extracomunitari”,come si legge sul sito internet del movimento.
L’osservatorio, attivo già da tempo in alcune città del Nord (Genova e Como), fa così il suo esordio anche a Ravenna ed in tutto il Nord Italia.

I cittadini, si legge nel comunicato diramato dal movimento, potranno contattare un numero verde “per denunciare situazioni di discriminazione, per ottenere consigli ed eventuale sostegno legale e militante”.

Il numero, in realtà, è un cellulare al quale risponde Raffaello Mariani, responsabile di Forza nuova per la Romagna che afferma di aver già ricevuto decine di chiamate di italiani “stanchi di un razzismo al contrario, disgustati e impauriti”.
Per avere un’idea del Mariani pensiero su gay, omosessuali, immigrati ed ebrei basta consultare il suo profilo facebook, cartina di tornasole virtuale ma spesso veritiera.

Luca Casrellini, coordinatore Nord Italia del movimento spiega, invece, che l’iniziativa nasce “nel nome di una solidarietà ipocrita e suicida .Gli italiani sono quotidianamente sopraffatti nell’assegnazione delle case popolari e nella ricerca di un posto di lavoro, direttamente colpiti nella sicurezza del proprio quartiere ridotto a terra di nessuno dalla criminalità straniera e nella difesa della propria integrità culturale e religiosa”.
Gli fa eco Desideria Raggi, responsabile provinciale, che garantisce come il movimento “c’è per qualsiasi cittadino italiano che avesse bisogno di aiuto”.

Dubitiamo tuttavia che tutti i cittadini siano per gli esponenti di Forza Nuova dotati di pariimages.jpg dignità, vista la considerazione che hanno di alcune categorie sociali che sembrano rappresentare una iattura più che soggetti da difendere contro fantomatiche malversazioni.

Al momento non si registrano posizioni ufficiali politico – istituzionali ma solo reazioni di cittadini che affidano alla rete il proprio pensiero.
Alcuni esprimono sdegno e preoccupazione e sollecitano le istituzioni ad intervenire mentre altri reputano l’iniziativa importante ai fini di una maggiore sicurezza sociale ed equità.

Interessante, infine, sarà capire a che titolo Forza Nuova si è appropriata di un tale diritto alla tutela dell’ordine e come si porranno le forze di polizia nei confronti di tale iniziativa, passata sotto silenzio e quasi snobbata dall’informazione ma assolutamente “sui generis” e pericolosa per la tutela delle garanzie democratiche del nostro Paese.

Il Vostro.it

11:26 Scritto da brujita1969 in opinioni, Politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

03/09/2012

Israele comincia ad averne abbastanza degli haredim, gli ebrei ultra ortodossi

Il timore che spinte teocratiche possano influenzare l’evoluzione dei rapporti sociali è avvertito in tutto il Medioriente, Israele compreso.
Infatti, anche lo Stato Ebraico, l’unica democrazia nell’area, e la sua politica rischiano di essere condizionati profondamente da alcuni settori ultraortodossi, in particolare dai cosiddetti haredim.

ultra2-300x200.jpgDa molti considerati un elemento di folklore, essi ricoprono oggi una posizione di privilegio in seno alla Stato.
Vivono nella più zelante osservanza delle scritture ed l’abbigliamento ricorda quello dei loro antenati. I cappelli a falda larga, le lunghe barbe e i peyot (i riccioli) che fuoriescono dai copricapo sono i segni distintivi.
Mea Sharim, un luogo quasi senza tempo, il loro quartier generale.

Essi non riconoscono lo Stato d’Israele, in quanto la tradizione vuole che lo fonderà il Messia al suo ritorno. Inoltre, non parlano la lingua ebraica, ritenuta sacra e da utilizzare solo per la preghiera, e si esprimono in yiddish.

Quale sia il loro futuro nella società israeliana non è dato saperlo con certezza; certo è che l’alto tasso di natalità, l’influenza politica ed il radicalismo che li connota, inducono a ritenere verosimile un ruolo sempre più invasivo.
A sostegno di questo scenario, giova ricordare che essi rappresentano circa il 15% della popolazione e che il 25% degli alunni della prima elementare sono haredim.
Già questo basterebbe a dare una risposta al nostro interrogativo ma c’è di più.
Nelle ultime elezioni politiche hanno ottenuto un (indiretto) consenso elettorale pari all’8, 5% che, in termini di rappresentanza alla Knesset, equivale a 12 seggi (su 120).
Ciò significa che il crescente peso politico e l’instabilità da essi creata all’interno dello Stato, induce qualsiasi esecutivo a ricercarne il consenso, con conseguenti, innegabili rendite di posizione.

Basti pensare che ad essi negli anni, sono stati concessi notevoli privilegi: un sistema scolastico separato, l’esenzione dalle tasse,dal servizio di leva e dal lavoro, sussidi statali.
Per non parlare poi di tutta una serie di questioni relative allo status personale in particolar modo per quanto concerne il diritto di famiglia.

Quanto basta a dimostrare la loro influenza de facto.
Ultimamente, però,il vento sembra essere cambiato.
La contrapposizione tra laici e religiosi si è inasprita a causa di episodi spiacevoli che hanno contribuito ad estremizzare la dialettica politica,creando non pochi problemi di ordine pubblico.

Primi fra tutti l’imposizione alle donne di utilizzare marciapiedi separati, l’aggressione ad unaimages.jpg ragazzina di soli otto anni accusata di avere un abbigliamento non consono e gli insulti alle donne per non aver rispettato la separazione dei posti sull’autobus. Addirittura, nel giorno dello Shabbat, hanno tentato di proibire agli invalidi di circolare in carrozzella in quanto giudicata alla stregua di un mezzo di trasporto come l’automobile.
Roba da apartheid eppure le donne, come lo Stato, sono la loro maggior fonte di sostentamento.

Immediate le reazioni dei politici di ogni schieramento di fronte a fatti che mettono in discussione non solo la laicità e la libertà ma, probabilmente, la stessa essenza democratica dello stato ebraico .
“Israele è una democrazia occidentale e liberale e non tollereremo altri episodi del genere” ha tuonato Netanyahu mentre Yael Dayan, ribadisce che“se la legge non è uguale per tutti non c’è democrazia e questo è un gran pericolo”.

Prese di posizione importanti ma che, tuttavia, potrebbero rivelarsi effimere soprattutto in considerazione che, da sempre, il sionismo e fin dai tempi di Ben Gurion, spesso e volentieri ha dovuto ricercare l’appoggio di tali settori sociali, anche a costo di sacrificare punti focali della laicità.

Il Vostro.it

12:11 Scritto da brujita1969 in Popoli | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

31/08/2012

Anche dopo la “primavera araba” è sempre di moda tornare vergini

islam,opinioniIn alcune società connotate da precetti sociali e religiosi ferrei, la sessualità delle donne risulta ancora condizionata da molti tabù.

In tal modo si spiega il sempre crescente ricorso alla ricostruzione dell’imene in vista del matrimonio, soprattutto nei paesi del Maghreb; si tratta di un semplice intervento della durata di 15-20 minuti che, se da un lato costituisce motivo di profitto per le cliniche, dall’altro rappresenta per i medici un problema etico notevole.

Tra i Paesi dove tale pratica è maggiormente diffusa c’è la Tunisia, dove circa ¾ delle donne avrebbero riacquistato in maniera fittizia la verginità perduta; seguono il Marocco e l’Egitto dove i prezzi per l’intervento sono assolutamente irrisori rispetto all’Europa (dai 100 ai 300 euro).L’età media varia tra i venti ed trent’anni.

Il caso tunisino è certamente il più eclatante; in una società per anni laica e, dunque, attenta ai costumi occidentali, le donne si trovano nuovamente a dover mettere in discussione la propria sessualità, soprattutto a seguito delle spinte islamiste del nuovo governo.
Tutto questo in assoluto contrasto con il vento di novità e di apertura auspicato con la cosiddettaislam,opinioni Primavera araba che, purtroppo, in alcuni casi ha perso progressivamente terreno a vantaggio di correnti politiche islamiste e nonostante la presenza di un forte movimento di militanti che si battono affinchè venga riconosciuta la parità di diritti nella sfera pubblica e privata.
Di conseguenza, decidono di “regalare” al futuro marito l’illusione dell’illibatezza, sottostando a principi misogini ed alle pressioni delle famiglie per non essere esposte al pubblico ludibrio.

Ragioni etiche,religiose e sociali, dunque, alla base di un fenomeno che preoccupa per le sue ricadute e che è trasversale alla società, a prescindere dal grado di istruzione,professione ed agiatezza economica.

Un passo indietro,probabilmente, rispetto agli intenti di libertà urlati dalle rivolte di piazza che, evidentemente, non sono riuscite ancora ad incidere su dogmi e tradizioni consolidate.
Ipotesi parzialmente confermata dalle parole della poetessa libanese Joumana Haddad, secondo la quale non è cambiato nulla in quanto quelle stesse donne che hanno fatto sentire la propria voce durante le proteste “sono state messe da parte subito dopo la rivoluzione, nel momento, appunto, del cambiamento”.

“Mia madre mi ha sempre ripetuto: se non vai bene a scuola, si potrà sempre far qualcosa, ma se perdi quella (la verginità, ndr), non si può far niente. Non si può dare una figlia sporca”, dice una ragazza.
Opinioni condizionate di certo anche dall’influenza di alcune personalità di spicco, quali il gran Mufti d’ Egitto, che con una fatwa ha invitato in tempi non sospetti le donne a ricorrere a questo tipo di pratiche se l’obiettivo finale è “la serenità nella futura vita coniugale”.

Di contro, soprattutto tra le nuove generazioni, sono in molti ormai a non accettare il ricorso a tali espedienti.

Essi condannano la rinnovata concezione maschilista della società,sostenendo la parità di specie anche nella sfera sessuale,in una visione più riformista dei diritti delle donne. In molti si dicono pronti a sposare una donna non più vergine, segno evidente che la lotta per i diritti umani e civili, ben lungi dall’essere vinta, è comunque in atto e lascia ben sperare per il futuro.

Il Vostro.it

11:08 Scritto da brujita1969 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: islam, opinioni | OKNOtizie |  Facebook

01/08/2012

Egitto, nasce tv per donne velate.Ma agli integralisti non basta ancora.

Dopo anni di laicismo imposto da Mubarak e l’avvento al potere dei Fratelli Musulmani, il processo di islamizzazione della società egiziana è in evoluzione in tutti i campi, anche in quello televisivo.

donne velate.jpgNasce così Maria Tv, prima emittente egiziana gestita da sole donne in niqab che ha cominciato a trasmettere in una data simbolica: il primo giorno di Ramadan.
Veli e guanti neri,volti coperti e nessun uomo né sullo schermo, né tra i corridoi sono le caratteristiche principali della nuova rete.
Unica eccezione, Abdullah Abu Islam, salafita,che eccezionalmente ricoprirà il ruolo di consulente per la programmazione.

Obiettivo dell’emittente, dimostrare che le donne in niqab possono ambire ad un ruolo fondamentale nella società – come affermato da Abeer Shaheer, una delle presentatrici – e fornire un servizio a carattere religioso.

Trasmetterà per sei ore al giorno e rientrerà nel più ampio progetto di diffondere la stazioneummah.jpg satellitare Ummah, di proprietà dello stesso Abu Islam.
Quest’ultima, già perquisita più volte sotto il passato regime, fu costretta a chiudere per problemi finanziari nel 2008.
Rilanciatasi lo scorso anno, oggi funge da piattaforma per le trasmissioni di Maria Tv che si propone di essere un riferimento per una sempre crescente fetta della società islamica, desiderosa di tornare ai valori originali dell’Islam.

Come sempre, quando si parla di Islam che non è un monolite, bensì qualcosa che si evolve nel tempo, attraverso il dibattito tra le varie anime che lo compongono, le reazioni sono state contrastanti.

Se da un lato i promotori dell’iniziativa ne sottolineano l’utilità per riaffermare il ruolo delle donne religiose, dall’altra c’è chi la pensa diversamente sostenendo come si tratti di un modello ispirato a modelli “atei occidentali”.

el houeni.jpgDi questo parere Abu Ishak el Houeini che ha definito l’emittente “insensata” oltre che contraria alla Shari’a, la legge islamica.
Ancora più critici altri esponenti integralisti, a giudizio dei quali sarebbe fonte di corruzione ispirata all’Occidente in quanto consente alle donne di mostrarsi in pubblico, seppur velate. A supporto della propria tesi, essi adducono che il fatto stesso di presentarsi davanti ad un pubblico maschile,di farsi “guardare” sarebbe contrario sia al Corano che alla Sunnah.

Dalla redazione di Maria Tv fanno comunque sapere di essere determinate ad andare avanti a dispetto delle critiche, in quanto convinte di offrire un’opportunità alle le donne che indossano il niqab “dopo anni di discriminazione e di ingiustizia”.

L’emittente egiziana, tuttavia, non rappresenta un’eccezione nel mondo islamico.
In Iran, ad esempio,seppur tra non poche difficoltà, i programmi condotti da donne sono molti così come in Afghanistan.
Nel paese degli aquiloni, infatti, sono sempre più numerosi programmi, film e soap con protagoniste le donne. Ultimamente, il lancio di “Niqab”, trasmissione dedicata alla violenza sulle donne, ha rappresentato una novità assoluta impensabile solo fino a qualche tempo fa.

Il Vostro.it

 

10:25 Scritto da brujita1969 in cinema e tv | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: islam | OKNOtizie |  Facebook

31/07/2012

Indagine Istat sull'immigrazione "Italiani confusi e contraddittori"

Il tema dell’immigrazione rappresenta la grande sfida del secolo per l’Europa , tuttavia sono pochi i segnali incoraggianti da parte del tessuto sociale, soprattutto nel nostro Paese.

immigrazioneE’ quanto emerge dal report “I migranti visti dai cittadini” presentato dall’Istat che delinea, in generale, un quadro a tinte fosche e contraddittorio su quella che è la reale percezione dell’ “altro”.

Infatti, su un campione di migliaia di cittadini intervistati, più della metà associa immigrazione e criminalità (52,6%) e molti reputano gli stranieri responsabili del degrado di alcuni quartieri (56,4%).

Altre cause che portano all’(opinabile, n.d.r) equazione straniero uguale disagio, sono quelle legateimmigrazione ai problemi di ordine pubblico (48%), spaccio (27,6%), prostituzione (23,9%), differenze culturali e problemi di integrazione (11,1%), lavoro nero (8,7%), convivenza religiosa (5,2%), terrorismo (5,2%), effetti negativi sul lavoro degli italiani (5,2%).

Questi dati, è bene sottolinearlo, stridono con altri anche recenti secondo i quali il tasso di criminalità degli immigrati regolari, sarebbe solo leggermente superiore rispetto a quello degli italiani.

Tra i più invisi, al primo posto i rom che gli italiani intervistati non vorrebbero avere come vicini di casa (68%) e che avrebbero difficoltà ad accettare come generi (84,6%).
Seguono i rumeni, gli albanesi, i marocchini ed i tunisini che, sostanzialmente, costituiscono di gran lunga la fetta più importante del fenomeno migratorio in Italia.

Tra gli aspetti discriminatori illustrati nel report ci sono anche quelli relativi alla casa ed al lavoro. Secondo il campione, infatti, sia nell’uno che nell’altro caso, gli italiani dovrebbero comunque avere la precedenza (55,3%).

immigrazioneTra gli aspetti positivi,invece, la quasi totalità del campione si è detta disponibile ad adottare un figlio straniero e si dice favorevole all’integrazione, soprattutto scolastica; il 92%, infatti,  è d’accordo alla distribuzione degli allievi in più classi e non al raggruppamento solo in alcune.

Analogo discorso vale per i ricongiungimenti familiari degli stranieri, purchè regolari, con un incoraggiante 81% mentre il 72% è favorevole al riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli di immigrati nati nel nostro Paese.

Infine, secondo quasi la metà degli intervistati, sarebbe utile concedere il diritto di voto agli stranieri alle elezioni amministrative, a patto che siano residenti da un certo numero di anni in Italia,pur senza avere la cittadinanza.

Insomma, un ritratto “in movimento” quello che si evince dal rapporto, così come affermato dal Ministro per la Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi.

AffariItaliani

12:34 Scritto da brujita1969 in Popoli | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: immigrazione | OKNOtizie |  Facebook

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