Immigrazione e legislazione. Il caso della “kafala”, l’affidamento islamico dei minori

Il processo volto ad una compiuta integrazione dei tanti immigrati residenti in Italia, deve  passare necessariamente attraverso l’adeguamento della legislazione nazionale ad istituti giuridici che trovano pieno riconoscimento nei paesi di provenienza.
Non è più tempo di indugiare e perdersi in astruse disquisizioni ma è arrivato il momento di agire di conseguenza, nel rispetto di quei diritti che vanno riconosciuti ad ogni singolo individuo, a prescindere dal credo politico o religioso.

adozione.jpgE’ il caso particolarmente interessante della cosiddetta “kafala”, una sorta di affidamento illimitato dato che nei paesi islamici l’adozione, quale istituto giuridico, non esiste.
L’Italia però non riconosce questo istituto anche se avrebbe dovuto farlo entro il 5 luglio scorso, attraverso la firma della Convenzione dell’Aja.
Era quella, infatti, l’ultima data utile che l’Unione Europea aveva stabilito per i paesi ritardatari. Ma l’Italia, ancora una volta, ha fatto finta di nulla arrecando ulteriori disagi ai già tanti che gli immigrati sono costretti loro malgrado ad affrontare quotidianamente.

E’ il caso, ad esempio, di Moira e il marito Masoud, egiziano, da oltre vent’anni residente nelle Marche e cittadino italiano.
Entrambi musulmani, hanno già un figlio di 11 anni e non potendone avere un secondo, hanno dato l’avvio all’unicakafala1.jpg pratica che la loro religione gli consenta, ottenendo in kafala, una sorta di impegno a prendersi cura per sempre di un minore abbandonato,dal Ministero degli Affari sociali egiziano Munir, un bambino abbandonato dalla nascita.

Sono trascorsi nove mesi e della loro pratica sembra si siano dimenticati tutti mentre la loro richiesta giace probabilmente tra l’indifferenza generale sotto un cumulo di polvere alla Commissione Visti del Ministero degli Esteri.

“Sarebbe come se nostro figlio Munir di due anni fosse sequestrato in un paese straniero dall’Italia” dice Moira.
“Abbiamo il passaporto egiziano di Munir e paghiamo le spese all’orfanotrofio che ha accettato di continuare a ospitarlo, ma l’autorizzazione al ricongiungimento tarda ad arrivare” dice perplessa.

“La kafala” spiega Marco Griffini, Presidente e fondatore dell’Aibi, Associazione attiva in tutto il mondo per combattere l’abbandono minorile attraverso l’adozione internazionale, l’affido ed il sostegno a distanza “è unagriffini.jpg misura di protezione dei bambini islamici abbandonati e va riconosciuta attraverso la Convenzione dell’Aja. La mia impressione è che questo istituto non sia visto di buon occhio”.
Ciò pur essendo “l’unico modo di dare una risposta alle situazioni irrisolte in cui si trovano oggi i bambini in difficoltà familiare ossia minori non accompagnati, bambini che provengono da paesi colpiti da catastrofi naturali, o eventi bellici, minori in kafala”.

“Come la famiglia del piccolo Munir ci risulta che ci siano altri 600 nuclei in queste condizioni, ma i dati sono molto controversi. Per catalogare questi casi abbiamo pensato di aprire un sito dedicato oltre ad un Libro bianco da presentare ai nostri politici” aggiunge.

Mercoledì scorso è arrivato, finalmente, il parere del Comitato per l’Islam italiano, presieduto dal Ministrocomitato1.jpg dell’Interno Roberto Maroni, in cui si prende atto che “il diritto nei Paesi islamici si fa carico delle esigenze del minore, che non sia adeguatamente assistito dalla famiglia naturale, attraverso l’istituto della kafala”.
Il Comitato ha chiesto che “nella legge di recepimento della Convenzione dell’Aja, che lo Stato italiano è tenuto ad approvare in tempi stretti, venga emanata una disciplina degli effetti della kafala”.

Non è molto ma è già qualcosa nell’auspicio che i necessari adempimenti legislativi siano posti in essere rapidamente perché anche un solo giorno in più, è un giorno sottratto alla speranza di questi bambini che, alla vita, hanno già pagato il loro caro prezzo.

Nuccio Franco

(Fonte: www.agenziaradicale.com, 22 luglio 2010)

Immigrazione e legislazione. Il caso della “kafala”, l’affidamento islamico dei minoriultima modifica: 2010-07-30T10:26:00+00:00da brujita1969
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