Anche dopo la “primavera araba” è sempre di moda tornare vergini

islam,opinioniIn alcune società connotate da precetti sociali e religiosi ferrei, la sessualità delle donne risulta ancora condizionata da molti tabù.

In tal modo si spiega il sempre crescente ricorso alla ricostruzione dell’imene in vista del matrimonio, soprattutto nei paesi del Maghreb; si tratta di un semplice intervento della durata di 15-20 minuti che, se da un lato costituisce motivo di profitto per le cliniche, dall’altro rappresenta per i medici un problema etico notevole.

Tra i Paesi dove tale pratica è maggiormente diffusa c’è la Tunisia, dove circa ¾ delle donne avrebbero riacquistato in maniera fittizia la verginità perduta; seguono il Marocco e l’Egitto dove i prezzi per l’intervento sono assolutamente irrisori rispetto all’Europa (dai 100 ai 300 euro).L’età media varia tra i venti ed trent’anni.

Il caso tunisino è certamente il più eclatante; in una società per anni laica e, dunque, attenta ai costumi occidentali, le donne si trovano nuovamente a dover mettere in discussione la propria sessualità, soprattutto a seguito delle spinte islamiste del nuovo governo.
Tutto questo in assoluto contrasto con il vento di novità e di apertura auspicato con la cosiddettaislam,opinioni Primavera araba che, purtroppo, in alcuni casi ha perso progressivamente terreno a vantaggio di correnti politiche islamiste e nonostante la presenza di un forte movimento di militanti che si battono affinchè venga riconosciuta la parità di diritti nella sfera pubblica e privata.
Di conseguenza, decidono di “regalare” al futuro marito l’illusione dell’illibatezza, sottostando a principi misogini ed alle pressioni delle famiglie per non essere esposte al pubblico ludibrio.

Ragioni etiche,religiose e sociali, dunque, alla base di un fenomeno che preoccupa per le sue ricadute e che è trasversale alla società, a prescindere dal grado di istruzione,professione ed agiatezza economica.

Un passo indietro,probabilmente, rispetto agli intenti di libertà urlati dalle rivolte di piazza che, evidentemente, non sono riuscite ancora ad incidere su dogmi e tradizioni consolidate.
Ipotesi parzialmente confermata dalle parole della poetessa libanese Joumana Haddad, secondo la quale non è cambiato nulla in quanto quelle stesse donne che hanno fatto sentire la propria voce durante le proteste “sono state messe da parte subito dopo la rivoluzione, nel momento, appunto, del cambiamento”.

“Mia madre mi ha sempre ripetuto: se non vai bene a scuola, si potrà sempre far qualcosa, ma se perdi quella (la verginità, ndr), non si può far niente. Non si può dare una figlia sporca”, dice una ragazza.
Opinioni condizionate di certo anche dall’influenza di alcune personalità di spicco, quali il gran Mufti d’ Egitto, che con una fatwa ha invitato in tempi non sospetti le donne a ricorrere a questo tipo di pratiche se l’obiettivo finale è “la serenità nella futura vita coniugale”.

Di contro, soprattutto tra le nuove generazioni, sono in molti ormai a non accettare il ricorso a tali espedienti.

Essi condannano la rinnovata concezione maschilista della società,sostenendo la parità di specie anche nella sfera sessuale,in una visione più riformista dei diritti delle donne. In molti si dicono pronti a sposare una donna non più vergine, segno evidente che la lotta per i diritti umani e civili, ben lungi dall’essere vinta, è comunque in atto e lascia ben sperare per il futuro.

Il Vostro.it

Anche dopo la “primavera araba” è sempre di moda tornare verginiultima modifica: 2012-08-31T11:08:46+00:00da brujita1969
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