Israele comincia ad averne abbastanza degli haredim, gli ebrei ultra ortodossi

Il timore che spinte teocratiche possano influenzare l’evoluzione dei rapporti sociali è avvertito in tutto il Medioriente, Israele compreso.
Infatti, anche lo Stato Ebraico, l’unica democrazia nell’area, e la sua politica rischiano di essere condizionati profondamente da alcuni settori ultraortodossi, in particolare dai cosiddetti haredim.

ultra2-300x200.jpgDa molti considerati un elemento di folklore, essi ricoprono oggi una posizione di privilegio in seno alla Stato.
Vivono nella più zelante osservanza delle scritture ed l’abbigliamento ricorda quello dei loro antenati. I cappelli a falda larga, le lunghe barbe e i peyot (i riccioli) che fuoriescono dai copricapo sono i segni distintivi.
Mea Sharim, un luogo quasi senza tempo, il loro quartier generale.

Essi non riconoscono lo Stato d’Israele, in quanto la tradizione vuole che lo fonderà il Messia al suo ritorno. Inoltre, non parlano la lingua ebraica, ritenuta sacra e da utilizzare solo per la preghiera, e si esprimono in yiddish.

Quale sia il loro futuro nella società israeliana non è dato saperlo con certezza; certo è che l’alto tasso di natalità, l’influenza politica ed il radicalismo che li connota, inducono a ritenere verosimile un ruolo sempre più invasivo.
A sostegno di questo scenario, giova ricordare che essi rappresentano circa il 15% della popolazione e che il 25% degli alunni della prima elementare sono haredim.
Già questo basterebbe a dare una risposta al nostro interrogativo ma c’è di più.
Nelle ultime elezioni politiche hanno ottenuto un (indiretto) consenso elettorale pari all’8, 5% che, in termini di rappresentanza alla Knesset, equivale a 12 seggi (su 120).
Ciò significa che il crescente peso politico e l’instabilità da essi creata all’interno dello Stato, induce qualsiasi esecutivo a ricercarne il consenso, con conseguenti, innegabili rendite di posizione.

Basti pensare che ad essi negli anni, sono stati concessi notevoli privilegi: un sistema scolastico separato, l’esenzione dalle tasse,dal servizio di leva e dal lavoro, sussidi statali.
Per non parlare poi di tutta una serie di questioni relative allo status personale in particolar modo per quanto concerne il diritto di famiglia.

Quanto basta a dimostrare la loro influenza de facto.
Ultimamente, però,il vento sembra essere cambiato.
La contrapposizione tra laici e religiosi si è inasprita a causa di episodi spiacevoli che hanno contribuito ad estremizzare la dialettica politica,creando non pochi problemi di ordine pubblico.

Primi fra tutti l’imposizione alle donne di utilizzare marciapiedi separati, l’aggressione ad unaimages.jpg ragazzina di soli otto anni accusata di avere un abbigliamento non consono e gli insulti alle donne per non aver rispettato la separazione dei posti sull’autobus. Addirittura, nel giorno dello Shabbat, hanno tentato di proibire agli invalidi di circolare in carrozzella in quanto giudicata alla stregua di un mezzo di trasporto come l’automobile.
Roba da apartheid eppure le donne, come lo Stato, sono la loro maggior fonte di sostentamento.

Immediate le reazioni dei politici di ogni schieramento di fronte a fatti che mettono in discussione non solo la laicità e la libertà ma, probabilmente, la stessa essenza democratica dello stato ebraico .
“Israele è una democrazia occidentale e liberale e non tollereremo altri episodi del genere” ha tuonato Netanyahu mentre Yael Dayan, ribadisce che“se la legge non è uguale per tutti non c’è democrazia e questo è un gran pericolo”.

Prese di posizione importanti ma che, tuttavia, potrebbero rivelarsi effimere soprattutto in considerazione che, da sempre, il sionismo e fin dai tempi di Ben Gurion, spesso e volentieri ha dovuto ricercare l’appoggio di tali settori sociali, anche a costo di sacrificare punti focali della laicità.

Il Vostro.it

Israele comincia ad averne abbastanza degli haredim, gli ebrei ultra ortodossiultima modifica: 2012-09-03T12:11:39+00:00da brujita1969
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