11/12/2009
Piazza Fontana – Quarantuno anni, nessun colpevole ma ancora tanto dolore
Nuccio Franco
Strategia della tensione, molti ne avranno sentito parlare, volta a destabilizzare l’ordine costituito mediante attentati, stragi contro persone innocenti, a fini politici, affinchè tutto fosse e rimanesse uguale. Quasi una terminologia da Devoto – Oli. La storia, soprattutto quella moderna, serve a ricordare, a riportare alla memoria momenti nei quali abbiamo rischiato davvero la dittatura e ad opporci con tutte le nostre forze affinchè ciò possa continuare ad accadere. Nel giorno dell’anniversario di Piazza Fontana, quarantuno anni dopo, lo sdegno è ancora forte e l’indignazione unica via per riaffermare valori e principi di cui mi sento capace.
12.12.1969,Piazza Fontana nel centro di Milano.Alle 16.37, una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della Strategia della Tensione. Ricordiamo che era un periodo critico: contestazioni studentesche, agitazione e preoccupazione nella fabbriche. Studenti ed operai uniti. Questa simbiosi andava spezzata ab origine, alla radice, in quanto avrebbe potuto essere foriera di un cambiamento epocale nel nostro Paese.
Nello stesso giorno,una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Furono fatti i rilievi di rito dalle procedura dopodiché fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16.55 nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di Via Veneto con quella di Via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro. Tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17.20 e le 17.30, una davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del Museo del Risorgimento, in Piazza Venezia.Altre quattro vittime che sommate alle precedenti fanno trentaquattro. In un solo giorno.Cinque attentati terroristici; in un lasso di tempo di soli 53 minuti, per colpire contemporaneamente le due maggiori città d'Italia, Roma e Milano.
A quanto successo in Piazza Fontana, seguirono negli anni altri attentati, Piazza della Loggia, l’Italicus, Bologna nel 1980. Tutti figli di quella strategia che tra il 1968 e il 1974 si sostanziò in 140 attentati, più di quattrocento morti ed oltre mille feriti. Solo la lontana Colombia che, rispetto all’Italia, ha ben altre tradizioni democratiche ci precede in questo increscioso primato .
Piazza Fontana, insieme alla strage di Bologna verrà ricordata come uno dei peggiori atti dal dopoguerra .Le indagini si indirizzarono subito verso gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti. Furono fermate per accertamenti circa 80 persone, in particolare gli anarchici del Circolo anarchico 22 marzo.
Alcuni dati interessanti ed una riflessione. Il 12 dicembre l'anarchico Giuseppe Pinelli viene fermato e interrogato a lungo in Questura;il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, Pinelli precipita dal quarto piano della questura milanese e muore. L'inchiesta giudiziaria, coordinata dal sostituto Procuratore Gerardo D'Ambrosio, individuò la causa della morte in un "malore attivo", in seguito al quale l'uomo sarebbe caduto da solo, sporgendosi troppo dalla ringhiera del balcone della stanza: Che ci faceva quella finestra aperta??E perchè Pinelli dopo tre giorni era ancora in Questura??Il 15 dicembre 1969, quel giorno (la data della sua morte) egli avrebbe dovuto essere libero, oppure in prigione, ma non lì; infatti, il fermo di polizia poteva durare al massimo due giorni. In un primo momento lo stesso Questore Marcello Guida dichiarò alla stampa che il "suicidio" di Pinelli era la dimostrazione della sua colpevolezza, ma questa versione fu poi ritrattata quando l'alibi di Pinelli si rivelò credibile.
Il 16 dicembre venne arrestato anche un altro anarchico, Pietro Valpreda.
Anni dopo,nel Memoriale Moro, frutto degli estenuanti interrogatori cui il Presidente fu sottoposto dalle Brigate Rosse, lo stesso avrebbe indicato come probabili responsabili della strage, così come in generale della strategia della tensione, rami deviati (ma deviati di cosa…è il loro lavoro) del SID (il servizio segreto), in cui si erano insediati negli anni diversi esponenti legati alla destra, con possibili influenze dall'estero, mentre gli esecutori materiali erano da ricercarsi nella pista nera. Già, il SID, Servizio di Informazione e Difesa.Di quest’ultima non c’è traccia.
Quarant'anni dopo il primo grande mistero della storia della Repubblica italiana e' rimasto ancora senza una vera e propria soluzione, senza colpevoli e/o responsabili fosse pure per concorso esterno. Senza mandanti!!Ma si sa, l’Italia è il Paese dei misteri, delle stragi senza colpevoli, a volte (troppo spesso) dell’impunità, incapace di rendere giustizia ai morti ed alle famiglie. E non lamentiamoci se poi a Bologna, il 2 agosto di ogni anno, i fischi al politico di turno si sprecano. Ci sono voluti 7 processi a carico di esponenti anarchici e di estrema destra, con la condanna per favoreggiamento di alcuni agenti dei servizi segreti, ma nel 2005 la magistratura ha assolto anche gli ultimi indagati, chiudendo il caso in maniera probabilmente definitiva. Gli unici rimasti contro i quali puntare il dito sono tre membri di Ordine Nuovo, organizzazione di estrema destra fondata dal missino Pino Rauti: Franco Freda e Giovanni Ventura, per i quali la Cassazione ha riconosciuto la responsabilità nell'organizzazione dell'attentato, senza poter tuttavia dar seguito ad una condanna penale in quanto entrambi assolti dalla Corte d'appello, e Delfo Zorzi, fuggito in Giappone nel 1974 dove e' diventato un imprenditore, ha assunto la cittadinanza del Sol Levante ed e' sfuggito cosi' ad ogni richiesta di estradizione.
Anni dopo qualcuno amaramente disse “ nel complesso il saldo è positivo se si tiene conto della gravità degli episodi vissuti.Avremmo potuto trovarci nel bel mezzo di una guerra civile dichiarata, sotto un regime militare ed invece siamo ancora qui, in un Paese democratico.Il tributo, certo, è stato altissimo.Magistrati, poliziotti, carabinieri e gente comune sono caduti ma siamo ancora liberi, più liberi di prima”(da “Il Silenzio degli innocenti” di Giovanni fasanella e Antonella Grippo, ndr).
13:15
Scritto da: brujita1969
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Commenti
la stagione delle stragi ha cambiato il volto a un paese facendolo sentire più triste e insicuro, meno tutelato dalla legge, dove chi compie reati gravi rimane impunito e questo ha fatto si che la gente sia diventata più diffidente....tanto che oggi il calore umano è facilmente frainteso. l'italia vuole i responsabili in galera e la gente libera di amarsi.
Scritto da: giù | 12/12/2009
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