03/01/2010
I^ Memorial “Luigi Cannarsa” – Circolo tennis “Telesia”, 27.12.2009
Il 27 dicembre per molti è stato un semplice giorno di “tregua” dalla grande abbuffata natalizia, utile a prepararsi per il Capodanno e ricominciare; per altri, per gli allievi della scuola tennis del Circolo tennis “Telesia” delle classi ‘65 al ’69, al di là delle convenzioni, ha rappresentato l’occasione per andare oltre, ritagliandosi un momento di benessere e reciproca condivisione. Del ricordo, innanzitutto ma anche di ciò che è stato e che per anni ci ha tenuti insieme in un unicum (quasi) inscindibile.
Ci sono momenti nella vita di ognuno nei quali, per una volta, ci si dimentica scientemente della quotidianità, con i problemi e la sua seducente banalità e ci si volta indugiando a riflettersi in quel metaforico specchio rappresentato da quel passato che ha fatto di noi ciò che siamo, aiutandoci a guardare al futuro con rinnovata fiducia ed ottimismo. Quel passato non tornerà ma resterà per sempre custodito in quel bagaglio di esperienze vissute intensamente ed in quanto tale, da custodire gelosamente nella parte più recondita di noi stessi.
In queste circostanze si enfatizzano naturalmente ed ancor di più i principi, i valori e le emozioni che hanno caratterizzato una fase importante delle nostre vite, l’adolescenza, sostenuti dalla forza della memoria. In quegli attimi sembra davvero che il tempo sia esclusivamente un’umana convenzione. Le lancette si fermano e questo ti fa stare maledettamente bene come poche volte ti è capitato. Le rispettive vite ci hanno portato lontano ma è stato bello ritrovarsi, tutti insieme, per una nobile causa ma anche per raccontarsi le rispettive esistenze. Il minimo, dopo che hai condiviso gran parte del tuo tempo spensierato, le tue esperienze con alcune persone.
Non sei più quello di una vecchia foto, certo, ma lo sguardo è sempre lo stesso, la voglia, la grinta intatte così come il desiderio di partecipare e mettersi in gioco, comunque. In quegli attimi c’è qualcosa in te che non sai spiegare, emozioni e sensazioni che ti salgono da dentro come un piacevole rigurgito e che non riesci a controllare: la memoria, il ricordo, in primis! la bocca ti si impasta ma cerchi di far finta di nulla, bevi. Gli occhi si inumidiscono e cerchi sempre di non farti vedere per una sorta di pudore. Preferisci uscire a fumare una sigaretta come se uno sfogo, qualsiasi esso sia, non fosse catartico e legittimo agli occhi degli altri… Ma ormai siamo adulti, ci diciamo nel nostro intimo, sottovoce. In ogni caso, abbiamo piacevolmente avuto la conferma di essere ancora in grado di provare qualcosa dal profondo di noi stessi, un cuore che pulsa ricco di sani principi e di avere anche qualche messaggio da trasmettere alle nuove generazioni.
Questo ed altro è stato il giorno 27 dicembre, un giorno speciale quando tutti insieme, autonomamente, abbiamo dato vita al I^ Memorial “Luigi Cannarsa”, svoltosi presso il Circolo tennis “Telesia” a pochi mesi dalla scomparsa del Presidente, su iniziativa di due persone che ancora ringrazio: Eduardo (Di Mezza) e Alfonso (Grillo). Hanno trasformato e reso possibile un’idea con quello spirito che li ha sempre contraddistinti. Mano ai cellulari, alle mail ed in poco tempo ciò che sembrava (quasi) impossibile ma che tutti auspicavamo nel nostro intimo, si è trasformato in realtà. La risposta non poteva essere che PRESENTI!!!
Ad essi va ascritto assolutamente il merito di aver organizzato un momento unico capace di riassumere quanto detto nel ricordo di persone le cui eredità sono e saranno decisamente ingombranti, per chiunque gli succederà o gli è già succeduto. Umanamente e tecnicamente.
La presenza di Fernando (Cannarsa) ha reso ovviamente il tutto ancor più intenso. D’altronde gli atti con una forte valenza simbolica sono difficili da dimenticare, non solo, ma rendono il tutto ancor più intimo sotto certi aspetti. Ci siamo stretti l’un l’altro come se il tempo, davvero, non fosse mai passato. L’agonismo è stato il pretesto della giornata per giustificare il desiderio di ritrovarsi, stare insieme dopo anni quale vero e reale motivo e siamo stati bene, davvero.
Il 27 dicembre, c’eravamo tutti, a stringerci in un ipotetico quanto impossibile abbraccio. Alla rimpatriata erano presenti “vecchie”glorie del tennis telesino che, ancora oggi, possono andare fieri per ciò che hanno fatto. C’erano Fernando (Cannarsa), Antonio (Leone), il Maestro, Alfonso (Grillo), Eduardo (Di Mezza), Tony (Mainolfi), Enzo (D’Aronzo), Lionello (Pascale), Lucio (Selvaggio), il sottoscritto oltre a Nico (Franco), l’unico fuori quota dotato di una wild card. Ma in fondo c’erano anche Mimmo (Di Staso), i fratelli Nicola e Fabio (Di Mezza), Gerardo (Pansa) ed anche Antonio (Di Carlo). La presenza poi di mogli e figli, ha reso il tutto ancora più magico e sereno. Stringere a sé Mario e Adriano (i figli di Eduardo e Angela) è stato bellissimo. Una gran festa, insomma.
C’eravamo tutti, nessuno escluso, anche coloro che non c’erano fisicamente ma che porti nel cuore e nella mente ergo sono, in ogni momento. Mi riferisco a Luigi, “Gino”, o’ Professor per molti di noi, Cannarsa. “IL” tennis nella Valle telesina e ben oltre (non me ne voglia nessuno…). Non un presidente ma “IL” Presidente. Esempio di moralità, di dedizione ad una causa senza se e senza ma che tanto gli ha dato, nel bene e nel male. Una persona perbene, un signore come molti aspirano ad essere!
Un maestro, innanzitutto: di vita. Amava insegnare, si, ma non le cose banali bensì valori ormai in via d’estinzione: il rispetto per l’avversario, la lealtà, il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo (non solo le racchette….) anche quando l’impresa sembrava impossibile. Amava insegnare a volersi bene, a prendere atto dei propri limiti non come una sconfitta ma come occasione di crescita personale. Ci sarebbe stata sempre un’altra possibilità. Insegnava la vita oltre lo sport. Un pedagogo, punto. Guardandoci negli occhi sono certo che a ciascuno di noi, per un istante, sia balenato nella mente questo pensiero e ci siamo sentiti anche un po’ più soli…..
La sua passione andava oltre ogni limite, gratis et amore dei, a volte rimettendoci di suo ma dalla sua parte aveva un tesoro inestimabile ossia la consapevolezza di aver già compreso che una vita senza passioni è scialba,piatta, inutile. Credo di farmi portavoce a nome di tutti di un auspicio ossia che, quanto prima, il Circolo possa portare il suo nome. Atto dovuto se crediamo in certi valori, nella riconoscenza soprattutto. Per parte nostra ci siamo impegnati non solo a ripetere la giornata ma a rendere la stessa un appuntamento “istituzionale”, ogni anno, senza patrocini, senza interferenze “istituzionali” ma semplicemente con le nostre forze e la voglia di ricordare chi ci ha dato tanto e ci ha lasciati. Preferiremo farlo così, intimamente, senza pressioni di alcun genere spinti solo dal nostro essere, incondizionatamente, contando solo ed esclusivamente sulle nostre forze ed il nostro entusiasmo che, nonostante gli anni, ho percepito come allora.
Con noi c’era anche Raffaele (Di Staso), il custode. A volte lo facevamo imbufalire ma, di certo, le paterne pacche sulle spalle erano di gran lunga superiori alle reprimende. Quando i campi non erano praticabili e noi, comunque spinti dal fuoco sacro, scavalcavamo pur di giocare, ha sempre chiuso un occhio per non aizzare l’ira (benevola) del Presidente. Gliene abbiamo fatte di tutti i colori (scusateci, al tempo la testa era quella che era…) ma ci ha sempre visto come dei figli. Persona unica che avrebbe gradito un bicchiere di vino rosso insieme a noi. Non lo dimenticheremo così come non dimenticheremo Giampiero (Marsullo), scomparso prematuramente per una grave malattia degenerativa. Era di Benevento ma pur sempre uno di noi, con la sua allegria, il suo sarcasmo e quella gioia che infondeva semplicemente con quegli occhi scuri simili ad un felino sornione.
Ciao Giampiero, Raffaele, Luigi….Il vostro esempio ci guiderà sempre e ci mancate tanto, troppo. A voi abbiamo brindato.
Quando Antonio, il Maestro è arrivato, ci siamo fatti trovare come un tempo tutti sula linea del campo, racchetta stretta al petto ed aspetto (pseudo) marziale, proprio come allora con un cesto di palle da tennis in mezzo al campo. E proprio come allora lui, il maestro, ci ha detto con aria perplessa ma scherzosa “vediamo se sono riuscito ad insegnarvi qualcosa ma, soprattutto, se ancora lo ricordate” prima di consegnare a tutti noi un piccolo pensiero, dopo tanti anni. E’stato un momento intensamente emotivo; personalmente non lo vedevo da vent’anni.
La giornata è poi proseguita con la colazione gentilmente offerta da Lucio (Selvaggio) che davanti a quella voracità è rimasto positivamente meravigliato, offrendosi di portarci anche un panino con la mortadella, come aperitivo. Match incrociati di doppio, sfottò, foto e risate (qualcuno sostiene di aver visto loschi figuri in evidenti difficoltà fisiche, il sottoscritto, ndr), ritrovando la goliardia di un tempo e quell’agonismo che, forse, credevamo di aver dimenticato. Invece no, almeno da quel punto di vista abbiamo dimostrato di essere sempre noi stessi, prima di concludere la giornata a pranzo, nonostante il periodo festivo decisamente “critico” dal punto di vista alimentare. Anche quello è stato un momento speciale, di sana quanto impagabile convivialità. Il vino rosso della casa era buono come tutto il resto, eh ragazzi?? I brindisi, gli auguri, il discorso di Fernando hanno rappresentato un momento unico che ha contribuito a riconciliarci con tutto il resto.
Domani, i problemi saranno sempre lì ad attenderci, nascondendosi vigliacchi ai nostri occhi ma intanto abbiamo raccolto il meglio, quella linfa vitale per continuare nella speranza che tutto questo possa ripetersi per darci la forza e lo spirito giusto di continuare con la vita di tutti i giorni, i suoi tranelli o le sue stravaganti peripezie. Se guardiamo il calendario ci vorrà parecchio ma, in fondo ragazzi, cos’è il tempo se non una convenzione???? Alla prossima, ragazzi, che sono certo sarà ancor più bella….!!!
Nuccio Franco
17:44
Scritto da: brujita1969
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Commenti
J'adore votre travail, je vous remercie pour ces idées et je suis entièrement d'accord. J'insiste, oui votre billet est bien bon, je reviendrai régulièrement lire votre blog ! J'attends avec impatience la suite !
Scritto da: Tennis boutique | 10/05/2010
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