03/03/2010
Internauti, legibus soluti? Direi di no…
di Eliana Bonelli
La diffusione della rete Internet, frequentata ormai quotidianamente da milioni gli utenti, e lo sviluppo delle tecnologie informatiche hanno creato nuovi e sempre più innovativi orizzonti.
A mio avviso le due più grandi rivoluzioni sono state la nascita dei social network e l’invenzione dei blog; se prima la costruzione di un sito web personale richiedeva la padronanza di elementi di HTML e programmazione, oggi con i blog chiunque è in grado di pubblicare i propri contenuti, dotandoli anche di una grafica accattivante, senza possedere alcuna particolare preparazione tecnica.
Spesso però l’approccio alla Rete è superficiale e supportato dalla falsa convinzione che il mondo di internet sia “legibus solutus”, senza vincoli né regole.
Non passa giorno che non veniamo informati su un nuovo utilizzo distorto della Rete, anche se gli aspetti positivi di Internet sono di gran lunga più numerosi di quelli negativi. Ma così come recita il detto “fa più rumore un albero che cade di mille che crescono”, “i mostri” creati dal web assurgono agli onori della cronaca mentre gli aspetti positivi finiscono per passare sotto tono.
Le notizie apprese negli ultimi giorni dai giornali e dai media on line ci hanno sconvolto, indignato e dovrebbero farci riflettere: l'oscuramento del gruppo di Facebook “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down” e la condanna dei tre dirigenti di Google per violazione della privacy in seguito alla pubblicazione del video choc che mostrava il pestaggio fisico e verbale di un ragazzo con sindrome di down.
Io personalmente ho riflettuto e ho riletto con attenzione due interessanti interventi di un Avvocato esperto in materia (2 dicembre 2008 - LEX, internet giocattolo pericoloso, 19 giugno 2009 - LEX, internet e la legge) che conosciamo e stimiamo. Li definirei illuminanti per capire la Netetiquette, il Galateo in rete, e per evitare d'incorrere in violazioni della privacy o in denuncie per inguria/diffamazione.
No, noi internauti non siamo legibus soluti. E adesso i creatori ed iscritti del gruppo di Facebook contro i bimbi down lo sanno perché una volta individuati dalla polizia postale saranno tutti incriminati per istigazione a delinquere.
Citando Beppe Severgnini, fosse anche un atroce scherzo della Rete, resta la nostra condanna. Senza appello. Ed aggiungerei...la consapevolezza che è inutile nascondersi dietro un PC per commettere azioni vergognose perchè la legge è uguale per tutti, anche e soprattutto nel World Wide Web.
10:02
Scritto da: brujita1969
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