02/03/2010

La libertà corre sul filo del web

INTERNET.jpgLa libertà corre sul filo del web. Ha il sapore di una favola moderna l’esperienza che stanno vivendo, in questa prima decade del nuovo millennio, le donne dell’Arabia Saudita. Che la conquista dei loro diritti sia ancora lontana dall’essere anche solo lontanamente paragonata alle condizioni di vita del mondo occidentale è cosa risaputa, ma a far intravedere nuove crepe nel muro di rigide regole e costrizioni che le circonda è ancora una volta Internet, croce e delizia degli studiosi della comunicazione e della fenomenologia dei processi sociali.

Sono sempre di più le donne arabe che, nel chiuso delle loro case, lasciano cadere ogni inibizione culturale e DONNA.jpg riversano nei blog tutta la loro frustrazione per uno stile di vita percepito come una vera e propria schiavitù: non possono guidare la macchina, gli accessi ad alcune professioni sono loro preclusi, l’istruzione è garantita, ma con una rigida separazione tra uomini e donne. Anche prendere il caffè con una persona del sesso opposto può comportare gravi sanzioni.

Difficile ostentare, nella vita pubblica, una parvenza di libertà. La stessa libertà che, al riparo di un nickname o con il conforto di una comunità virtuale, trova il coraggio di esprimersi e si snoda lungo le infinite strade della telematica. Eman ha un blog in inglese dove si racconta senza filtri e ben presto è divenuta una piccola star del web, con più di 500 contatti giornalieri.
E la sua storia è comune a quella vissuta da tante altre donne nel paese più conservatore del mondo. Forse è proprio per questo che, in Arabia Saudita, gli effetti prodotti dalle nuove tecnologie si preannunciano dirompenti. L’informazione corre su un duplice binario: quello ufficiale, rigidamente controllato, e quello satellitare o via web, molto più libero e scevro da ogni condizionamento. Sono proprio i giovani il target di questa piccola, grande, rivoluzione.
La loro dimestichezza con i nuovi media li rende osservatori privilegiati dei fenomeni. DONNA+INTERNET.jpg

“Questa generazione è la più aperta che ci sia mai stata - spiega Turki Al Hamad, uno dei più noti intellettuali sauditi - Si informa tramite le tv satellitari e su Internet. E in rete diffonde informazioni. Questi ragazzi non accettano di vivere in un mondo chiuso: sono uno dei motori alla base dei cambiamenti che il paese sta vivendo". Uno scenario del genere sembrava quasi impossibile appena dieci anni fa e rimanda alla mente un altro caso esemplare di contro informazione: il blog della ormai celeberrima Yoani Sanchez, la dissidente cubana che ha fatto conoscere al mondo intero i retroscena della dittatura castrista. Minacce personali e vere e proprie aggressioni fisiche, in quel caso, nulla hanno potuto contro la volontà di raccontare e raccontarsi. A fare da scudo una fama di dimensioni planetarie che l’ha assurta a simbolo dei difensori della libertà.

2PNQCAGD20X8CA5DFZAHCAN24U1OCA26CGT7CA9A0UVOCAHRQ41CCAAIW6NPCA8W7754CAV6T9R1CABMC251CA14QU3ZCAROVGC0CA7YZ2Z3CA520G1JCAILIOV1CA439TK0CA1GX4M2CA1V86LO.jpgIn Arabia Saudita il fenomeno è di acquisizione più recente e risulta difficile, almeno per il momento, sbilanciarsi su possibili sviluppi futuri. Di fatto Internet costituisce un mezzo dalle mille risorse e potrebbe rappresentare la chiave di volta per favorire un processo di democratizzazione dell’intero Paese, a patto che la società civile si faccia portatrice di istanze di rinnovamento al di là della comunità virtuale, trasmigrandole nelle sedi, reali, della politica e delle istituzioni.

di Valeria Nevadini

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