16/03/2010

Aldo Moro e la sua scorta - In ricordo di tutte le vittime del terrorismo

 

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ll 16 marzo del 1978 in via Fani, a Roma, le Brigate Rosse sequestrarono l'allora presidente della Democrazia Cristiana uccidendo i cinque agenti della sua scorta. Quel giorno, sparando con armi automatiche, i terroristi uccisero i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Domenico Ricci e Oreste Leonardi) e i tre poliziotti sull'auto di scorta (Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana.

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Parto dall'assunto che la memoria rappresenti qualcosa di imprescindibile che ci consente, giorno dopo giorno, di essere migliori ma anche di indignarci in una prospettiva volta alla comprensione di ciò che è stato e non dovrà più essere. Il ricordo è tutto, fine e fondamento delle nostre vite.

Quel giorno attraversavo mano nella mano con mia nonna il vialetto che da casa mia portava alla sua. Nella mente di un bambino rimasero impresse delle immagini, dei suoni, degli sguardi. napolitano.jpgIo, ragazzino di provincia, capii a modo mio ciò che era successo...Marzo, 1978, avevo nove anni. I giorni successivi percepii preoccupazione nello sguardo altrui, alterne emozioni attraverso le quali un bambino interpreta il presente ed allora, quell'uomo dai candidi capelli, divenne per me Qualcuno.

Due anni dopo, chiesi a mia zia di portarmi in Via Fani. Non dimenticherò mai il suo sguardo. Solo una lapide a futura memoria dei caduti sotto l'umana follia, di chi si illudeva che un simile gesto potesse cambiare le sorti del nostro Paese. via fani.jpg

Mi sembra opportuno ricordarlo soprattutto a pochi giorni dall'ottavo anniversario della morte di Marco Biagi.

La Ragion di Stato ed i suoi martiri.


Nuccio

 


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