05/07/2010
Religione e media, la nuova frontiera della rete
Parafrasando una massima di Marx, si potrebbe dire che la fede sta diventando il moderno oppio della rete. I tempi cambiano ma i risultati sono gli stessi, soprattutto se si indugia a riflettere su quanto la religione condizioni i nostri costumi. Negli ultimi tempi, infatti, si registra tutto un proliferare di motori di ricerca che nascono con il dichiarato intento di permettere ai credenti osservanti di utilizzare internet con la garanzia di non incorrere in materiali offensivi per la propria morale o contrari al proprio credo.
Filtri impostati all’interno, consentono di selezionare le pagine web da includere o escludere durante la navigazione, suggerendo all’utente i risultati più adatti depurati dalle possibili sorprese indesiderate.
Il più conosciuto si chiama “ImHalal” (letteralmente “io sono lecito”), messo a punto dalla AZS Media Group che ha ottenuto molti consensi dal suo debutto in rete tanto da essere considerato il nuovo Google islamico.
Ideato da Reza Sardeha, studente olandese in Business Menagement di origini iraniano –
kuwaitiane, la homepage presenta l’immagine di una costruzione islamica sullo sfondo dove compare lo slogan “I search Halal, I am Halal!” (io cerco e sono halal) ed è possibile effettuare ricerche in ben 18 lingue, tra le quali arabo, turco e farsi.
Primo motore di ricerca concepito esclusivamente per i web - surfer musulmani, è capace di scegliere le parole selezionando le voci di ricerca in tre fasce: lecito (halal),sconsigliato (intermedio) e proibito (haram). Il secondo livello, sebbene controindicato, dà la possibilità all’utente di proseguire; al contrario, se l’utente digita una parola in cui compare il bollino “haram” il sistema si blocca automaticamente oscurando la schermata.
Così, ad esempio, digitando la parola “sesso” si ottiene una risposta che recita: “Opps. La tua richiesta ha un livello haram di due su tre. I risultati possono essere proibiti. Proseguire? Clicca qui”.
Analogo risultato si ottiene se si inseriscono termini come omosessuale o maiale. Idem se si prova con “Versetti Satanici”, il titolo del libro che ha attirato sulla testa di Salman Rushdie una fatwa di condanna a morte da parte
dell’imam Khomeini.
Singolare, tuttavia, è la circostanza che anche un vocabolo internazionale come “bikini” ottenga un livello di illiceità di due su tre, mentre le pagine si aprono senza problemi se la parola ricercata è “burqini”, il costume da bagno integrale che tante polemiche ha suscitato nei mesi passati in Europa.
Il sito è in una continua fase di evoluzione. Infatti,non solo gli amministratori sono in costante contatto con vari imam delle diverse scuole di pensiero per stabilire cosa possa essere considerato assolutamente haram e determinare quindi le diverse fasce di proibizione ma, gli stessi utenti del sito possono inviare consigli e feedback per migliorarne gli i contenuti.
C’è da dire che nonostante l’entusiasmo suscitato al momento del suo lancio e l’aspirazione di diventare un punto di riferimento per la comunità musulmana a livello globale, in Europa e in Nord America è scarsamente conosciuto ed utilizzato da un numero esiguo di musulmani osservanti. Diverso discorso per quanto concerne Asia e Medio Oriente dove è ormai un chiaro punto di riferimento per i tanti musulmani che amano gli strumenti offerti dalle nuove tecnologie ma che non vogliono rischiare di incappare in immagini e contenuti immorali.
“Riceviamo molte segnalazioni e consigli dagli utenti e in qualche caso facciamo delle modifiche” racconta Sardeha. L’idea di base è chiara: “L'ispirazione mi è venuta dopo lunghe discussioni con i miei amici riguardo alle ricerche con Google e Yahoo. Molti di loro sono finiti per caso su siti dai contenuti troppo espliciti: così ho pensato che avremmo potuto sviluppare un motore di ricerca nostro, più orientato verso i valori islamici dove sia possibile effettuare ricerche di siti web senza inavvertitamente aprire contenuti che siano illeciti”afferma.
Tuttavia, tende a precisare “ImHalal non è una dittatura o il sito web della censura, vogliamo che la gente possa continuare la propria ricerca online”.
Come dicevamo, ImHalal non è l’unica iniziativa su questa direzione e l’idea di adattare il web ai precetti religiosi non è nuova.
Ad esempio, nel giugno 2009 l’israeliano Yossi Altman, ha lanciato “Koogle”, un portale per
ebrei ortodossi, versione kosher di Google. Il sito è stato realizzato in modo da non mostrare risultati o immagini che possano urtare la sensibilità degli individui molto religiosi ed è programmato in modo che non sia possibile navigare di sabato, giorno del Sabbath, il riposo settimanale ebraico.
Perfino i link a media israeliani e a siti per lo shopping online possiedono filtri digitali per oggetti che gli ultraortodossi non possono tenere nelle loro case, come i televisori.
Smpre nel gennaio 2009 è stato attivato in Turchia “Muslumangoogle.com”, versione islamica di Google, molto più censurata rispetto a ImHalal.
Inoltre, un gruppo di giovani sauditi ha invece creato Naqatube, alternativa islamica a YouTube, per impedire ai giovani di visionare contenuti ‘‘profani’’.
A questi motori di ricerca si vanno ad aggiungere anche versioni cristiane, come il vecchio GodTube (ora sostituito da Tangle), raccoglitore di video cristiani, Seekfind, motore di ricerca cattolici e Cathoogle, opera di
Paul Mulhern, un inglese che vive a Lourdes, dove la moglie gestisce un negozio di articoli religiosi, basato su Google ed appositamente filtrato per escludere i contenuti offensivi.
Quest’ultimo ha scatenato un putiferio in rete. Infatti,c’è chi lo reputa una bella invenzione, chi un metodo per minare la libertà della rete e per imporre una certa scuola di pensiero ai navigatori.
L’importante, tuttavia, è che il web possa continuare ad offrire alternative serie e trasparenti ad ogni categoria di utente,sia per quanto concerne l’etica e la morale, sia per tutto ciò che riguarda i precetti, continuando tuttavia ad esercitare in tal modo la propria funzione di informazione, globalizzazione ma, soprattutto,di democrazia.
Nuccio Franco
(Fonte - www.agenziaradicale.com, 5 luglio 2010)
16:29
Scritto da: brujita1969
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| Tag: islam, società e religioni | OKNOtizie |
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