28/09/2010
Mutilazioni genitali femminili. Il Senato approva una mozione per la messa al bando
Parere favorevole di Palazzo Madama che, all’unanimità, ha approvato la mozione che impegna il Governo a
promuovere a livello nazionale e internazionale, tutte quelle iniziative utili ad ottenere in tempi rapidi una risoluzione dell’Onu per la messa al bando delle mutilazioni genitali femminili.
Il documento, presentato su proposta dei senatori Emma Bonino e Lamberto Dini, fa seguito al testo votato dalla Camera per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio.
In esso si fa riferimento, appunto, anche la lotta contro le mutilazioni genitali “nel quadro della promozione della parità dei sessi, dell’autonomia delle donne e del miglioramento della salute materna”.
Dunque, come preannunciato (anche dal Ministro Frattini), l’Italia porta avanti la propria battaglia contro tale usanza molto diffusa in alcune aree dell’Africa,nel Sud-Est asiatico e nel Medio Oriente;si stima, infatti, che ogni anno nel mondo tre milioni di bambine vengano sottoposte a escissione o infibulazione.
Secondo l’Istat, in Italia sono circa 35.000 le donne e le bambine emigrate vittime annualmente di quella che può essere considerata una pratica pre – islamica, anche secondo il parere di molti studiosi e che trova origine nella notte dei tempi.
Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la campagna internazionale per la messa al bando delle mutilazioni sessuali ha prodotto risultati notevoli;sono infatti 19 i Paesi che, allo stato attuale, si sono dotati di una legge di proibizione della pratica .
E’ evidente, quindi, come la questione femminile ed il rapporto con l’Islam, rappresentino certamente questioni critiche dalla cui soluzione dipenderà in gran parte il futuro del dialogo tra Occidente e mondo arabo.
La pretesa di dominare le donne in una certa parte del mondo islamico così come la presunzione di gestirne il corpo, sebbene ciò non trovi alcun riscontro nei testi sacri (il Corano),tantomeno nella Sunna, rappresenta esclusivamente un avvilimento dell’intero universo femminile cui non si può continuare ad assistere indifferenti.
Sulla condizione della donna nei paesi a maggioranza islamica, è intervenuta recentemente la stessa Bonino con un’intervista al quotidiano “La Stampa”, spaziando a tutto tondo sulle problematiche concernenti i diritti e la dignità delle stesse, nonchè sul ruolo fondamentale che in tal senso potrebbero svolgere personaggi celebri al grande pubblico.
“Sul corpo delle donne si giocano storicamente ed a tutte le latitudini, partite tese a controllarle, segregarle il più possibile,con particolare accanimento sulla sessualità, la maternità, la gestione del loro corpo, la libertà di scelta. Ad un avversario politico o religioso non si dice “prostituto”. Con una donna viene quasi automatico, e non solo a Teheran”.
Chiaro il riferimento alla polemica innescatasi a seguito delle dichiarazioni della first lady francese, Carla Bruni,
a proposito della condanna a morte per lapidazione di Shakineh, iraniana, accusata di adulterio.
“Sono sempre stata molto grata a coloro che, pur facendo altri mestieri, trovano il tempo o la forza di spendersi anche per i diritti civili e le cause più controverse o più dimenticate” ha affermato l’esponente radicale aggiungendo che “nella campagna per la moratoria contro la pena di morte così come in quella in corso contro le mutilazioni genitali femminili, molti volti noti ci sono stati di grande aiuto”.
A chi le chiede se reputi verosimile una presa di coscienza ed una conseguente ribellione delle donne volta ad affermare i propri diritti, la Bonino risponde convinta che “la cosa più viva e innovatrice in moltissimi Paesi, dal Marocco alla Siria, dalla Turchia all’Egitto è proprio la vivacità ed il dinamismo del mondo al femminile che rappresenta ormai un fenomeno molto evidente”.
“Se riusciremo a mettere fuori legge le mutilazioni genitali femminili, lo dovremo soprattutto a tante donne mobilitate a difesa dell'integrità fisica. In quei Paesi sta iniziando la lotta al “crimine d’onore”, ai matrimoni infantili e obbligati. Sulla strada della libertà, il femminismo sembra essersi trasferito a Sud del Mediterraneo”ha aggiunto.
Ultimo accenno, quello relativo alla questione della libertà e dell’autodeterminazione in alcuni regimi poco propensi al riconoscimento dei diritti fondamentali.
Non esiste un Islam, esistono gli Islam secondo la Bonino “che sono vari e diversi, spesso a seconda del regime politico cui si accompagnano. Normalmente più è autoritario il regime, più l’Islam praticato è restrittivo e conservatore” e conclude affermando che la liberazione sessuale non è vista come un pericolo solo dai musulmani bensì “dalla gran parte delle religioni costituite che sembrano andare in paranoia al solo pensiero”.
Nuccio Franco
18:21
Scritto da: brujita1969
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: politica | OKNOtizie |
Facebook


Scrivi un commento
NB: i commenti di questo blog sono moderati.