07/12/2010

Bologna. Il Consiglio degli stranieri: il velo non è obbligatorio.

imagesCAZXS2HQ.jpg“Indossare il velo deve essere una libera scelta delle donne”. E’ quanto ribadito dal Consiglio provinciale degli stranieri di Bologna che, tuttavia, ha invitato le cittadine straniere ed italiane di fede islamica “a non indossare indumenti che ostacolino la loro identificazione”.
Ciò in quanto, si legge nel testo presentato dal Presidente Bouchaib Khaline ,“la copertura del volto comporta problemi di identificazione della persona e provoca sensazioni di paura nelle persone”.
Evidente il richiamo alla legge del 1975 in materia di ordine pubblico che vieta di rendere difficoltoso il proprio riconoscimento in pubblico senza un giustificato motivo.

imagesCA49XRRG.jpgE’ questo il passaggio principale contenuto nell’ordine del giorno approvato (tre voti contrari e tre astensioni su 30 aventi diritto) dall’Organismo consultivo istituito a Palazzo Malvezzi che ha così affrontato la delicata questione rappresentata dall’uso di burqa e niqab.
In particolare, si è insistito sulla circostanza che tali indumenti “non sono obbligatori per le donne che professano l’Islam” e che “la sopraffazione sulla donna ed il maschilismo non sono dettati islamici” riconoscendo piena autonomia alle donne purchè frutto di libera scelta.

L’Organismo ha poi chiesto ufficialmente al Parlamento di “portare a termine in tempi rapidi l’iter di discussione delle proposte di legge sul tema evitando di ricorrere a sanzioni penali mantenendo quelle amministrative” e di esprimersi sull’applicabilità della legge del 1975, in seguito ad alcune sentenze che inseriscono il velo integrale come “pratica devozionale” nella possibilità del “giustificato motivo”.

Inoltre, alla Provincia di Bologna è stato chiesto di impegnarsi sul terreno dell’accoglienza, di respingere “tutte le iniziative demagogiche e strumentali” e allo stesso tempo di “pronunciarsi contro chi, attraverso la religione, vuole sopraffare le donne imponendo un certo modello di vita contrario ai principi costituzionali dell’Italia”.

La seduta del Consiglio si è conclusa con l’invito alle amministrazioni comunali ad evitare ordinanze specificheimagesCAYKFGAJ.jpg sull’argomento e con una decisa apertura al dialogo ed alla pace sociale rivolta a tutte le forze politiche, cui è stato chiesto di “abbassare i toni su questi temi, per evitare ulteriori conflitti sociali che si aggiungono ad altri già esistenti a causa della crisi e ad evitare di confondere la religione con la cittadinanza”.

Soddisfazione è stata espressa dal Presidente Bouchaib Khaline mentre il Consigliere Hamidi Mohammed Arezki, contrario all’approvazione del documento, chiarisce la sua posizione sostenendo che l’ordine del giorno è “svuotato di senso” in quanto riduce la questione “ ad un problema di indumenti senza dare sufficientemente peso ai diritti ed alla dignità della donna”.

Dello stesso avviso anche Zulfiqar Khan secondo il quale “l’Islam non obbliga nessuno a fare qualcosa e nel Corano non c’e’ scritto di coprire il volto”,aggiungendo che “neanche un terrorista su 1.000 ha usato burqa e niqab” per compiere un attentato.

 

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