18/04/2011
I nuovi falchi contro il pericolo Islam. Il caso De Mattei
Il recente terremoto che ha devastato il Giappone altro non sarebbe che “la voce terribile ma paterna della bontà di Dio” mentre la colpa della caduta dell’Impero romano sarebbe da imputare esclusivamente agli omosessuali. L’Islam?? Una falsa religione fondata su un falso profeta, salutare castigo di Dio.
Affermazioni degne di Tomás de Torquemada che danno fondo a tutta la retorica intransigente e conservatrice di alcuni ambienti ultracattolici.
A pronunciarle,il prof.Roberto De Mattei, Vice Presidente del CNR che con le sue parole ha sollevato più di una protesta in seno al mondo accademico e politico.
Infatti, si è allargato il fronte di coloro i quali, dopo l’ennesima esternazione discutibile, ne reclamano le dimissioni o, in alternativa, la rimozione dall’incarico che, lo ricordiamo, è appannaggio esclusivamente politico.
Sulla vicenda, il Pd ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e intanto aumentano le firme raccolte in una petizione online per chiedere, appunto, le dimissioni dello scienziato. Secondo i promotori avrebbero raggiunto quota diecimila.
Unanimi le critiche anche se il Presidente del CNR, Prof. Luciano Maiani è intervenuto in merito precisando che le esternazioni di De Mattei “ non sono state rese nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto è estraneo alle attività ed alle finalità del CNR”.
Ma chi è Roberto De Mattei?
Scorrendo il suo curriculum ci si accorge che le affermazioni di questi giorni non sono estemporanee ma frutto di una visione consolidata nel tempo .
Oltre all’incarico in seno al Cnr, De Mattei insegna Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma (l’Università dei Legionari di Cristo, ndr) ed è Presidente della Fondazione Lepanto fondata a Washington nel 2001 che ha come mission “la difesa dei principi e delle istituzioni della Civiltà Cristiana” e molto vicina ai neocon statunitensi.
De Mattei è anche direttore di Corrispondenza Romana, agenzia di stampa cattolica settimanale nonchè del mensile Radici Cristiane, noto per ospitare spesso e volentieri posizioni antistoriche e quanto meno discutibili. Scrive per Destra.it le sue singolari posizioni sui diritti umani e cura una rubrica su Radio Maria.
Omosessualità,integrazione ed Islam, dunque, i principali obiettivi del professore che si è distinto negli anni per aver assunto posizioni al limite, con buona pace di Darwin e della storia.
Sull’omosessualità,il pensiero di De Mattei è alquanto singolare.
Sarebbero stati gli “invertiti” che infestavano Cartagine la principale (se non esclusiva) causa della caduta
dell’Impero romano. La Provvidenza, infatti, si sarebbe servita dei barbari, esenti dal vizio, per liberare l’impero dagli omosessuali.
Tesi, questa, che riprende e rilancia nel tentativo di attualizzarla quella di uno storico cristiano del V secolo, Salviano di Marsiglia, contenuta nell’opera “De Gubernatione Dei” di cui se ne ribadisce l’attualità nonostante i sedici secoli di differenza.
Cartagine, secondo Salviano, era afflitta più che da “un vizio”, da una “peste”, anche se i travestiti non erano moltissimi”.
“Succedeva però che l’effeminatezza di pochi, contagiava la maggioranza”, sostiene De Mattei. “Si sa che per quanti pochi siano ad assumere atteggiamenti svergognati, sono molti a contagiarsi con le oscenità di quella minoranza” aggiungendo che “gli uomini effeminati e gli omosessuali non avranno parte al Regno di Dio”.
Date le premesse,non ci meraviglia anche la critica ai principi di Yogyakarta per l’applicazione delle leggi internazionali sui diritti umani in relazione all’orientamento sessuale e identità di genere “reale pericolo di trasformare la battaglia contro le discriminazioni, nell’imposizione di un inammissibile divieto di critica morale del comportamento sessuale”.
Ma è all’Islam “religione basata sulla violenza e sulla sopraffazione,che si fonda sulla idea di espansione e della conversione degli infedeli” che il professore riserva le “attenzioni” maggiori.
“Che tale espansione avvenga in maniera violenta o vellutata, non cambia la sostanza, anzi” afferma il docente ritenendo “molto più pericoloso l’ Islam detto moderato rispetto a quello fondamentalista. La storia ci ha insegnato che il metodo di Gramsci era più sottile ed efficace di quello irruento e violento di Lenin”.
“L’Islam non é credibile, come Maometto ed avanza grazie ad una Europa che ha voltato le spalle a Dio” la
convinzione del professore che a chi gli fa notare che l’immigrazione potrebbe compensare le mancate nascite, ribatte deciso: “Non c’è da illudersi. La pacifica integrazione di decine di milioni di musulmani in una futura Europa multiculturale, è un’utopia non diversa da quella da quella della globalizzazione”.
“La prospettiva di un’Europa in cui, come è successo in Kosovo, gli immigrati musulmani rovesceranno i rapporti di forza demografica, senza peraltro rinunciare alla loro identità religiosa, è la prospettiva di un regime di libertà vigilata, di sottomissione all’Islam, senza la possibilità di poter difendere e diffondere il cristianesimo” rincara.
C’è da dire che nonostante la discutibilità di tali affermazioni, il pensiero di De Mattei sull’argomento era già stato ampiamente anticipato in un saggio “Guerra santa guerra giusta. Islam e Cristianesimo in guerra”.
In esso si affermava la legittimità di una (possibile) guerra santa e di una nuova crociata del cristianesimo come unico baluardo contro “il medioevo della Shari’a”.“Nessuno potrà negarci il diritto alla legittima difesa”, spiega De Mattei, “e quindi ad una guerra difensiva contro l’ aggressore”.
Cita Agostino, Tommaso, Pio XII e vari padri della chiesa a sostegno del suo cristianesimo armato, senza escludere addirittura la possibilità di una qualche nuova crociata purché sia stata proclamata dal Papa per motivi attinenti la fede.
“ Non ci si accusi di mancanza di carità nei confronti dell’Islam. Il rispetto per la dignità di ogni uomo, compresi i musulmani, non ci deve far dimenticare che uno solo è il vero Dio, quello che si è rivelato come uno e trino e che è morto sulla Croce per redimere i nostri peccati” sostiene in un editoriale del 2010 di Radici Cristiane.
Senza voler entrare nel merito del pensiero di De Mattei, si resta tuttavia perplessi di fronte a tali affermazioni, connotate da acredine intellettuale,aggressività verbale e terminologica e fondate sugli stessi meccanismi che, spesso, si rimproverano alla controparte.
Ci limitiamo a ribadire che la libertà di espressione e di pensiero sono principi garantiti dalla nostra Costituzione ed in quanto tali dovrebbero essere maggiormente rispettati senza essere utilizzati in maniera strumentale per dar adito ad una visione della società anacronistica e poco rispettosa delle diversità.
In un periodo nel quale, a fatica, si sta tentando di percorrere la strada del dialogo e del rispetto reciproci, simili affermazioni sembrano quantomeno avventate con il risultato di esasperare ulteriormente gli animi e di ostacolare quel dialogo interconfessionale da più parti auspicato.
19:21
Scritto da: brujita1969
in opinioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: religione | OKNOtizie |
Facebook


Scrivi un commento
NB: i commenti di questo blog sono moderati.