11/05/2011

Milano. L’Imam di Segrate “Non votate Vendola, è gay”

Aumenta la temperatura del confronto politico in vista dell’ormai prossima tornata elettorale milanese.
Alla vigilia del voto, ci ha pensato Ali Abu Shwaima, Imam di Segrate ad alimentare le polemiche di una campagna elettorale già a tratti sopra le righe.

abdul.jpgLa guida spirituale della seconda moschea d’Italia, ha infatti invitato i fedeli musulmani a non votare per coloro la cui condotta non rispecchia i valori dell’Islam.
Chiaro il riferimento a Sinistra Ecologia e Libertà ed al suo leader, Nichi Vendola.

Abu Shwaima aggiunge inoltre di non chiedere ai fedeli di essere contro gli omosessuali, “ma nemmeno di dare lorovendola.jpg la propria preferenza nella cabina elettorale. Vendola vive in una società che non è musulmana, quindi può fare quello che vuole, ma io mi trovo in difficoltà a votare una persona cosi. Per questo ho chiesto ai musulmani milanesi di non votare i candidati di Sel”.
A questo, se la memoria non ci inganna nemmeno il Vaticano, a microfoni spenti e senza fare nomi, era mai arrivato.

Per fortuna la posizione dell’Imam risulta essere assolutamente isolata, eccezion fatta per un editoriale dell’ ultracattolico Pontifex (lo stesso che ha denunciato Nanni Moretti per il film Habemus Papam, ndr).
Dalle pagine del sito si esprime “la più assoluta condivisione per le teorie di un islamico. Diciamo no a questo signor Masaniello, eticamente improponibile. Giusto chiedere di non votare per lui o il suo partito e a Milano la scelta migliore sarebbe Letizia Moratti”.
Miracoli della politica.

Immediate le polemiche seguite alla sortita, non solo per la connotazione (sessista) delle dichiarazioni ma anche perché la componente musulmana rappresenta una parte dell’elettorato in grado di svolgere un ruolo probabilmente decisivo nella competizione.
musulmani.jpgSi calcola, infatti, che siano circa 100mila i musulmani aventi diritto al voto e nelle liste di Sel, tra le più schierate a favore dell’integrazione, vi sono candidati musulmani.

Numerosi gli interventi di esponenti delle comunità islamiche, primo fra tutti il coordinamento delle donne musulmane in Italia, al cui congresso è avvenuta la poco piacevole esternazione.

Fouad Selim, componente il direttivo dell’Ucoii e direttore del centro islamico di Monza, ha espresso “disagio” per le parole di Shwaima, e ne ha ribadito “l’isolamento” mentre Bakr Geddouda, presidente del centro islamico di Sesto San Giovanni e segretario della moschea milanese di Cascina Gobba ha sostenuto di ritenere sbagliata la posizione dell’Imam.
“Non possiamo giudicare i candidati per la loro vita privata ma valutiamo i loro programmi, perché abbiamo tante cose che ci interessano e dobbiamo far capire a tutti che noi immigrati di seconda generazione siamo cittadini italiani a tutti gli effetti” ha aggiunto.

sinistra.jpgLa replica della formazione politica che fa capo al Governatore della Puglia non si è fatta attendere ed è stata affidata ad una nota dell’ufficio stampa del partito.
“E’ evidente che questa posizione è l’altra faccia dell’arretratezza culturale sui temi dei diritti civili e del rapporto tra religioni” si legge testualmente nel documento.
“Da una parte Giovanardi e Borghezio, dall’altra l’imam di Segrate non fanno fare un passo in più al rispetto reciproco, alla civiltà nei rapporti tra mondi troppo spesso divisi da pregiudizi e da ottusità. Siamo comunque ottimisti e confidiamo nell'intelligenza degli elettori italiani, al di là dei loro orientamenti culturali, religiosi, sessuali. Verrà da loro una risposta matura a queste ennesime sciocchezze”.

E’ opportuno ricordare che quello dell’Imam non è stato l’unico attacco subito da Vendola negli ultimi giorni.
A Bologna, il comico Beppe Grillo al termine di un comizio lo aveva salutato con un eloquente “At salut buson” che nel dialetto bolognese sta per “ti saluto frocio”, scatenando l’indignazione della comunità omosessuale.

grillo.jpgIn definitiva, in questo momento delicato a livello sociale e politico, sia le parole dell’Imam che del comico genovese suonano assolutamente stonate oltre che fuori luogo e potrebbero rappresentare un’arma a doppio taglio.
L’auspicio è che entrambi possano presto chiarire la propria posizione ed il senso di quanto affermato onde evitare polemiche e strumentalizzazioni che non giovano a nessuno.
Infatti, l’importante è assicurare alla città di Milano una guida politica credibile sulla base del confronto politico e programmatico, solo questo. Tutto il resto si riduce a mera boutade.

 

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