26/05/2011

Marocco.Un’ eccezione tra sfide e progresso

marocco1.jpgIl malcontento popolare che ha infuocato il Nord Africa ha solo lambito il Marocco nonostante per molti analisti fosse solo una questione di tempo.
Ora, anche le agenzie di rating hanno dovuto ricredersi. Standard & Poor’s e Fitch, infatti, da qualche settimana considerano il paese maghrebino tra quelli con meno possibilità di contagio eversivo.
Con ciò non si vuole negare che vi siano state manifestazioni di piazza, tutt’altro ma semplicemente che il popolo è sceso in strada non per reclamare la fine della monarchia o per delegittimare il re, ma una riforma costituzionale. Pacificamente.

La ricetta messa a punto dal giovane Mohammed VI, fatta di concessioni e moderate riforme, si è dunque rivelata l’unica in grado di reggere l’urto di sommosse e rivolte, nonostante le forti spinte integraliste all’interno della società marocchina.
Ciò in virtù di una serie di elementi abilmente coniugati che hanno consentito al paesere marocco.jpg dell’Atlante di mantenere un sostanziale equilibrio interno e di accreditarsi verso l’Occidente quale fattore di stabilità nell’area.

Chi conosce il Marocco, sa bene che esso non può prescindere dalla sua monarchia, da oltre tre secoli garanzia di quella unione storica tra le diverse etnie,collante tra popolo e sovrano, e che rappresenta anche il vero scudo di quest’ultimo.
Legittimazione sociale, dunque, ma non solo.
Il re è anche il Commendatore dei Fedeli e, di conseguenza,gode di una legittimità religiosa e popolare molto forte che consente un’unità di fondo spesso sconosciuta ad altri paesi musulmani.

Nel corso degli anni, il sovrano ha introdotto progressivamente una serie di riforme, rese possibili non solo da una spiccata leadership ma anche dal confronto e dalla collaborazione delle opposizioni e di tutte le forze democratiche del paese.

donna.jpgLa più importante è probabilmente quella concernente il codice di famiglia approvato nel 2004 che ha garantito maggiori diritti alle donne, equilibrando così la tradizione islamica con idee più liberali. Islam si, islamismo no verrebbe da dire.

La rivisitazione del codice ha dunque consentito un confronto serrato sul piano del diritto tra il re e le spinte più radicali ed intransigenti con un conseguente maggiore sostegno alle correnti più moderate dell’Islam in un alternarsi di concessioni e rigido controllo .
imam.jpgInfatti, nonostante il recente attentato di Marrakech, il monitoraggio costante delle moschee ed una forte azione di repressione nei confronti delle cellule qaediste e di imam radicali, rappresenta una costante.
Di contro, a metà aprile sono stati graziati molti prigionieri politici, compresi gli islamisti, in un gesto di pacificazione altamente simbolico avvenuto il giorno successivo al discorso in cui il sovrano ha chiesto ufficialmente scusa per i 40 anni di abusi dei diritti umani compiuti nel suo Paese.
Dal 2003 sono già 47.988 i detenuti rilasciati, il che ha in parte contribuito a risolvere una delle più gravi emergenze: il sovraffollamento dei penitenziari.

Altro passo importante è stata la costituzione di una “commissione per la riconciliazione” incaricata di riconoscere le violazione dei diritti umani commesse dagli apparati di sicurezza e risarcire i cittadini.
Ciò ha indotto Thomas Riley,ambasciatore Usa a Rabat ad affermare che il Marocco è un “modello” di riforme politiche nel Medio Oriente e nel Maghreb.

Senza dimenticare il grande progetto avviato nel 2005 per la lotta contro la povertà e le disparità sociali ossia l’Iniziativa Nazionale per lo Sviluppo Umano (INDH).

“L’INDH ha individuato le 360 comunità rurali più povere e i 267 quartieri periferici delle cittàindh.jpg che soffrono di esclusione sociale” ha affermato Nouzha Skalli, Ministro dello Sviluppo Sociale, della Famiglia e della Solidarietà.
“Durante questo periodo, a dire il vero, l’INDH ha realizzato 22mila progetti di cui hanno beneficiato 5 milioni di persone attraverso l’accesso alle infrastrutture di base, le attrezzature collettive, l’animazione dei quartieri, la formazione professionale e attività che generano reddito e lavoro” ha aggiunto il Ministro.
Tuttavia, nonostante le dichiarazioni degli esponenti governativi, la riforma sociale rappresenta ancora un’incompiuta, complice anche la crisi economica a livello mondiale che ha impedito la realizzazione di quanto previsto.

Infine, una stampa sufficientemente svincolata dalla censura ed elezioni politiche libere dove le segnalazioni di irregolarità o brogli è infinitesimale rispetto a quelle degli altri paesi arabi, rappresentano ulteriori elementi di un mosaico che fanno del Marocco una sorta di “isola felice”.

manifestazioni.jpgNelle intenzioni dei governanti, il futuro è rappresentato da un sistema politico sulla scorta della Turchia di Erdogan, ipotesi ben vista dalle principali potenze politiche ed economiche a livello mondiale.
In questo senso stanno lavorando i principali apparati politici ed istituzionali, monarchia in primis, consapevoli della necessità di una riforma costituzionale ormai indifferibile che allargherebbe la base del consenso.

Se il Marocco riuscirà davvero a diventare un punto di riferimento per tutti gli altri paesi dell’area è difficile prevederlo con certezza ma i presupposti ci sono, nonostante le difficoltà.
Di fronte a tale situazione, sarebbe auspicabile che l’Occidente assecondasse l’eccezione marocchina riconoscendone l’innegabile singolarità e gli sforzi sul cammino verso una democrazia vera, foriera di sviluppo e stabilità sociale.

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