12/10/2011
Nevè Shalom - Wahat al Salam, un'oasi di pace
Il libro, edito dalla GDS Edizioni - presto nelle librerie e disponibile anche in e book all'indirizzo www.colibrigds.com - è un omaggio all’omonimo villaggio situato in territorio israeliano creato negli anni ’60 grazie all’iniziativa del padre domenicano Bruno Hussar e che oggi rappresenta un modello di cammino comune, interculturale, nel tentativo di andare oltre i conflitti per promuovere la pace e la comprensione consentendo la completa espressione dell’identità di arabi ed ebrei.
Credo si tratti di un esempio di come sia possibile un percorso che vada oltre ancestrali pregiudizi e che consenta un dialogo reale, necessario soprattutto in un momento in cui si acuiscono conflitti e tensioni.
Spero di aver contribuito, nel mio piccolo, a diffondere un messaggio positivo nel quale credo fermamente e l’insegnamento di quanti lavorano quotidianamente ad un progetto unico che a mio avviso va incoraggiato nella speranza che esperienze del genere possano essere replicate.
Gran parte degli eventuali introiti della vendita – pochi o (speriamo) tanti che siano – saranno devoluti al villaggio ed in particolare al sostegno del sistema educativo binazionale dove bambini arabi ed ebrei, da 0 a 12 anni, sono educati insieme alla tolleranza.
Titolo: Nevè Shalom – Wahat Al – Salam
Autore: Nuccio Franco
Editore: GDS Edizioni
Prezzo: € 9
Genere: Narrativa
Codice ISBN : 978-88-97587-16-3
Data di pubblicazione: Settembre 2011
Pagine: 70
http://www.ibs.it/code/9788897587163/franco-nuccio/neve-s...
L'italiano Jan e la musulmana Safiyya sono due amici inseparabili ed il reciproco vissuto è legato da un sottile quanto forte filo conduttore. Insieme,riescono a coronare il sogno più grande ossia contribuire al dialogo nel villaggio di Nevè Shalom – Wahat al-Salam, in Israele, attraverso il volontariato con una Ong.
In questa suggestiva realtà,ebrei e arabi israeliani, musulmani e cattolici, avevano intrapreso un cammino comune nel tentativo di andare oltre conflitti e incomprensioni.
Superare le vicendevoli diffidenze in virtù di un progetto comune, condiviso, frutto della mutua accettazione era la base di un sogno. Due popoli, una sola volontà: la pace.
Raggiungono Yoshua, uno dei volontari e compagno di Safiyya, ebreo con alle spalle un passato turbolento che li aiuterà ad inserirsi nella nuova realtà. Il vissuto di questi non aveva però impedito il nascere di un amore puro e sincero. Presto,le vite dei tre cominceranno ad intrecciarsi ed il rapporto a consolidarsi attraverso le esperienze quotidiane. La visita di Beer Sheba, di Hebron, la nuova Berlino, l’incontro con l’anziano signore che aprirà loro il proprio cuore raccontando ad essi della nipote che aveva intrapreso la strada senza ritorno del martirio, la visita di Gerusalemme che guardano attraverso gli occhi e la fede dell’altro e l’esperienza al villaggio saranno tutti elementi che trasformeranno il loro rapporto in un’amicizia senza eguali, scevra da pregiudizi.
Il tormento dell’uno è quello dell’altro così come la gioia o le difficoltà li renderanno coscienti del proprio ruolo, consapevoli della necessità di un processo che vada oltre il rispettivo vissuto e credo e li trasformerà in un unicum indivisibile.
Il darsi incondizionatamente agli altri farà maturare in essi una nuova consapevolezza e li porterà a guardare al futuro in maniera diversa, con rinnovato ottimismo nelle capacità degli uomini.
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Scritto da: brujita1969
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