19/03/2010

Marco Biagi, eroe borghese – Cronaca di ipocrisia e noncuranza

(sanniowwek.it - 22 marzo 2010)

 

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Il 19 marzo 2002, la follia neo brigatista colpiva il Prof. Marco Biagi, tra i massimi esperti italiani di Diritto del Lavoro, vittima sacrificale della noncuranza e della superficialità collettiva, non solo politica.

Assisteremo alla consueta recita di circostanza, pregna di retorica ed ipocrisia, nelle parole, nei gesti. Si renderà omaggio alla memoria dell’ennesimo, indifeso caduto sotto il fuoco omicida delleBIAGI2.jpg nuove Brigate Rosse, la cui mano è stata armata dalla nostra indifferenza.

 

Marco Biagi era una personalità stimata; personaggio della vita sociale, economica e politica nazionale, padre di famiglia oltremodo esposto in un periodo di rigurgito della conflittualità sindacale. Eroe del nostro tempo. Solo!

 

Professionista, con alti incarichi di consulenza, si era occupato di provvedimenti importanti, destinati a suscitare alterne opinioni e contrasti: la riforma del mercato del lavoro e della Legge 300, del 1970!!Cose serie, delicate….

 

Indifeso, dunque, senza alcuna tutela da parte di quello Stato cui aveva deciso di offrire il proprio contributo di passione ed onestà intellettuale, pagando con la vita il proprio impegno e la passione di una vita.

 

Biagi fu offeso pubblicamente da un Ministro della Repubblica (Scajola, n.d.r); il “rompicoglioni”, così fuscajola.jpg etichettato un servitore dello Stato che aveva la sola colpa di aver sollecitato il ripristino della propria scorta a fronte di inconfutabili esigenze ed oggettive evidenze.

"Non vorrei che foste costretti ad intitolarmi una sala, come a Massimo D'Antona...". Con questa "battuta" premonitoria Marco Biagi, 52 anni, si rivolgeva al Ministro del Welfare Roberto Maroni e al Sottosegretario Maurizio Sacconi.

 

BIAGI3.jpgPochi giorni dopo viene ucciso dalle Brigate Rosse a Bologna. Lo freddano sotto casa,di ritorno dall'Università. Si apprestava ad aprire il portone ed a raggiungere la moglie e i due figli inconsapevoli. Nessuna possibilità di reazione davanti alla fine dei suoi giorni ed alle presunte colpe che dei criminali gli imputavano.

Solo!Di blu aveva (forse….) la bicicletta.

 

La scorta gli fu revocata dai Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica di Roma, Milano, Bologna e Modena avendo questi "ritenuto cessate le esigenze di tutela" anche in seguito alla direttiva del ministro dell'Interno Scajola del 15 settembre, che disponeva una riduzione delle scorte pari al 30% stante le nuove esigenze di forze, causa gli attentati terroristici avvenuti l'11 settembre negli U.S.A”.

Da notare che tale riduzione ha interessato sostanzialmente una categoria indispensabile in uno stato di diritto ma che taluni considerano ormai fastidiosa se non pericolosa:i magistrati.

 

logozero.gifIl 28 giugno "Repubblica" pubblica 5 lettere (e-mail) risalenti al luglio-settembre 2001, arrivate in un floppy alla rivista bolognese "Zero in condotta", con cui Biagi chiede a varie personalità del mondo politico ed economico il ripristino della sua scorta. Ha paura ed è fondata.

Questi sono i fatti, tutto il resto è fantasia.

 

L’arresto di presunti brigatisti, l’“attenzione” che questi avevano riservato illo tempore a stimati personaggi del mondo accademico – Ichino, sopra tutti – credo ci debbano indurre a riflettere attentamente ancora oggi ed a concentrare gli sforzi su quelli che potrebbero essere, davvero, gli obiettivi sensibili e maggiormente esposti.

 

auto blu.jpgConsiderazioni doverose, attuali,soprattutto in virtù del fatto che in questa nostra italietta, scorte ed auto di rappresentanza costituiscono ormai uno status symbol, più che una concreta, reale esigenza di tutela.

A fronte di concrete e documentate emergenze, si continua invece a dispensare privilegi agli amici, degli amici, degli amici.

 

La ricorrenza della morte di Biagi, le circostanze che l’hanno determinata, impongono alcune riflessioni sull’attribuzione (o meno) di alcuni vantaggi che dimostrano quanta incoerenza ci sia in questo nostro Paese!!

 

Non è forse giunto il momento di destinare - non solo a parole - risorse ed uomini anche alla nostra sicurezza di cittadini, ormai impossibilitati, in alcune realtà, anche ad uscire di casa oltre una certa ora??

 

Non ci dimentichiamo anche di coloro i quali,anonimi, ogni giorno e nell’indifferenza più totale sono vittime dell’estorsione, del pizzo, dell’usura, della criminalità in tutte le sue forme, organizzate e non, della prostituzione e che lottano purtroppo ad armi impari. Senza alcun sostegno, morale o di protezione.

 

periferia.jpgColoro che nelle città come nelle periferie hanno paura perché lo Stato non c’è e forse non c’è mai stato e che di loro serba memoria solo quando c’è da “fare cassa”! D’altronde, pecunia non olet, diceva Vespasiano.

Offriamo garanzie anche gli addetti alla sicurezza, con stipendi da fame, costretti a volteimagesCA05QVW7.jpg anche a scambiarsi i giubbotti antiproiettile o a fare la colletta per la benzina dell’auto di servizio. Tuteliamoli. Ma d’altronde, si sa, siamo italiani, la patria del Gattopardo.

 

Già vedo le facce di molti….Nella società dell’apparire più che dell’essere, c’è ancora chi rivendica principi di coerenza e solidarietà sociale, con la solita dietrologia, il consueto romanticismo proletario, la desolante idolatria del martire di turno.

BIAGI4.jpgNo, niente di tutto questo ma solo l’auspicio che i casi D’Antona, Biagi,Bachelet, Siani, Impastato, Grasso,Tarantelli, Tobagi, Pecorelli (e l’elenco sarebbe fin troppo lungo….) non si ripetano mai più. Li abbiamo ammazzati noi, non lo dimentichiamo, con la nostra ignavia e superficialità. Che si assicuri protezione a chi è realmente esposto ma anche ai deboli senza nome oltre che all’imprenditore o al politico di turno il cui abuso di talune concessioni è sovente ignobile!!

Lascio a voi le riflessioni del caso……Personalmente, in questo triste giorno, mi resta solo il ricordo del Prof.Biagi, che ho avuto modo di conoscere personalmente e di apprezzare per la sua umanità, un rigurgito di indignazione e tanta, tanta amarezza! Ciao Professore, ciao Marco.toga.jpg

 

Nuccio Franco

24/02/2010

NON LASCIAMOCI INGANNARE

(vivitelese - 16 febbraio 2010)

 

Sono trascorsi appena pochi mesi dall’ultima tornata elettorale e….ci risiamo. Dopo lo tsunami politico – giudiziario che in un sol colpo ha spazzato via quasi azzerando il tessuto imprenditoriale ed i vertici di governo della nostra cittadina, ricominciano le voci di corridoio, supportate da argomentazioni a volte inconsistenti,talvolta fantasiose, spesso tendenziose. Le prime veline indicano quali candidati alla carica di Sindaco personaggi (a mio avviso) improbabili o, addirittura, la formazione di schieramenti civici, personalmente altrettanto inconsistenti politicamente parlando in quanto dettati dalla necessità di far numero e non da programmi ben definiti e di lungo respiro, autentici. capasso.jpg

Così come si susseguono i soliti abboccamenti tra i vertici delle liste che nell’ultima tornata sono uscite sconfitte dalle urne. Si pensa a consessi in grado di superare le recenti vicissitudini attraverso intese trasversali che, storicamente, hanno sortito poco o nulla con il solo risultato di mettere insieme vicende, persone e storie politiche che ben poco hanno a che vedere tra loro nell’effimera illusione che sia il numero a contare, non le idee. Da cittadino avverto ci si avvii, nuovamente, verso la più semplice delle strade percorribili ossia quella del compromesso a tutti i costi.

liverini.jpgNulla di nuovo sotto il sole, solito gioco delle parti quando ci sarebbe invece bisogno, oggi come non mai, di un profilo nuovo, di un personaggio in grado di catalizzare consensi sulla base di un preciso e dettagliato programma elettorale, capace di restituire alla gente quel minimo di fiducia persa a seguito delle ben note vicende. Meglio sarebbe se proveniente dalla società civile che tanto ha pagato nel corso degli ultimi lustri e coadiuvato da giovani di spessore, politico soprattutto. Già, i giovani..Non basta mettere in lista il giovane virgulto di turno quasi a voler rispettare una quota imposta ed accreditarsi come moderni politici per far si che questi possa offrire il proprio, consapevole contributo alla causa. In politica come in altri campi, c’è bisogno di esperienza e senza di questa ci si brucia al fuoco di personaggi navigati! Spiacente ma non ne vedo all’orizzonte e questo determinerà la mia personale decisione di astenermi dall’agone, pur da semplice cittadino e di osservare con distacco l’evolversi della situazione. Sarà la prima volta da quando godo dell’elettorato attivo a non “commettere” (perché di quello si tratta….) il mio dovere civico, talmente è la disillusione verso la politica locale e di chi l’ha rappresenta (non tutti, ovvio) e che ora si pone come il nuovo che avanza quando invece non è altro che l’eredità di un passato difficile da metabolizzare, almeno per me.

Mancano ancora due mesi, tutto può succedere ma la fiducia è ai minimi storici pur essendo legato ad un paesecarofano.jpg che suscita ancora in me tanti ricordi ed alterne emozioni e per il quale auspicherei il meglio ma non con questi presupposti di facciata, in cui ci si muove come pedine manovrate dall’alto. Vorrei sbagliarmi perché il mio errore di valutazione starebbe a significare una rinascita,una nuova vita sociale, politica ed economica per il mio paese che osservo con nostalgia da lontano e che, nonostante tutto, amo ancora. Ne sarei ben lieto. Ma se questi sono i presupposti, rassegniamoci ancora una volta alle tenebre della politica politicante. Il mio personale e più sincero augurio all’amata Telese e che le si possa restituire la dignità perduta in anni di malgoverno e quel ruolo che fisiologicamente gli si addice ossia di traino per l’economia dell’intera Valle, come in passato, come dovrà essere in futuro se solo qualcuno si facesse carico di ripristinare quell’ordine, quel senso civico, quell’azione di governo per troppo tempo assente ,nascosta dietro facili soprusi e scorciatoie. Tuttavia, ho l’ottimismo del cuore ed il pessimismo della ragione (Gramsci docet…) in quanto convinto che solo andando oltre gli interessi di parte per il bene supremo della comunità, della polis si riuscirà a superare una situazione che ha visto Telese troppe volte deturpata, violentata nelle sua essenza più intima, strumentalizzata per fini che con la politica hanno poco a che fare. Telese merita ben altro, i suoi cittadini meritano il meglio, le sue migliori intelligenze (e sono tante) devono essere coinvolte ed assumere ruoli di primo piano non marginali ed offuscate dal politico di turno.

Provaci Telese, provaci e non lasciarti ingannare e se una rinascita non si dovesse concretizzare, non ti crucciare, non è stata colpa tua, ci sarà tempo e modo in un futuro più o meno prossimo di ricominciare tu che sei sopravvissuta a guerre e terremoti, Fenice del Sannio!telese.jpg

22/02/2010

Peppino Impastato - Un messaggio universale

In questa fase delicata, dal punto di vista sociale, economico e nell'approssimarsi di importanti tornate elettorali, a livello regionale e/o locale, rivendichiamo necessaria quanto indifferibile una presa di coscienza, un pensiero ed una scossa. A tutti i lavoratori, agli studenti, ai precari, a tutte le famiglie oneste, che non devono e non dovranno chinare lo sguardo davanti a nessuno nè vergognarsi, fieri del proprio essere al mondo, noi rivolgiamo il nostro appello. Riprendiamoci la dignità, resistiamo, restistiamo, resistiamo al gossip di bassa lega. Resistiamo alle logiche dell'(mal) affare, del compromesso......del silenzio!! Lo dobbiamo a noi stessi,all'onestà intellettuale, ai nostri figli. Noi preferiamo farlo così........1, 2, 3, 4, 10, 100 passi


Valerio Verbano - Trent'anni dalla morte

Questo è il nostro Paese, quello delle verità negate, degli omicidi senza nome a distanza di trent'anni. Piazza Fontana, la Stazione di Bologna, l'Italicus, Piazza della Loggia, l'omicidio Moro e chi più ne ha più ne metta.

Valerio aveva solo 19 anni ed una passione politica immensa in un periodo nel quale fare politica era difficile, rischioso, roba da uomini, quando fu barbaramente assassinato.

Non come adesso in cui può far politica anche un politicante di bassa lega. Certo, erano gli anni di piombo, anni di contrapposizione viscerale tra coloro i quali ricercavano un mondo migliore ed i Fascisti che tanto hanno segnato la nostra storia recente, con bombe e stragi. Ma come si fa....morire  a 19 anni, quando si ha tutta la vita davanti per mano di picchiatori senza scrupoli. Una madre che ancora oggi non riesce a spiegarsi il perchè ma che mantiene, all'età di 86 anni, una lucidità ma, soprattutto, una dignità uniche che la inducono ad offrire un caffè a chi le dia una spiegazione per farsene una ragione. Classe.....Lo dicano gli (ex???) fascisti che oggi siedono sugli scranni del Parlamento, lo dicano per onestà intellettuale e per restituire dignità ad una giovane vita ed al dolore dei familiari, mai sopito!!! La sua unica colpa, l'aver redatto un fascicolo "Dossier Nar" sull'eversione di destra romana e le sue indubbie collisioni organiche con la malavita organizzata, Banda della Magliana in primis.....Evidentemente roba scottante che dava fastidio. Quando i genitori chiesero il dissequestro dei materiali, guarda caso mancava appunto il dossier.

E' ora di fare chiarezza, di svelare nomi e situazioni troppo a lungo secretate e di restituire a Valerio la pace dell'al di là, senza se e senza ma. Solo in questo modo il suo sacrificio non sarà stato inutile, solo così saremo tutti migliori nella luce della conoscenza. Giustizia e verità per Valerio il cui cuore continuerà, sempre, a pulsare attraverso i nostri!!!

VALERIO, UNO DI NOI, NON TI DIMENTICHEREMO, STANNE CERTO E CHI DOVRA' PAGARE, PAGHERA', COMPAGNO. Abbiamo sete di giustizia.

Nuccio e Eliana

 

Appello della mamma di Valerio Verbano:
«Gli assassini mi dicano perché»
A trent'anni dalla morte del giovane di sinistra, Zingaretti: democrazia non può avere buchi neri
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ROMA (22 febbraio) - A trent'anni dalla morte di Valerio Verbano, il giovane di sinistra ucciso a Roma davanti ai genitori, nella sua casa il 22 febbraio 1980 la madre Carla si appella agli assassini: «Vorrei che venissero qui, vorrei che suonassero alla mia porta e mi dicessero per quali motivi lo hanno ucciso. Io li aspetto».

In una intervista a Chi l'ha visto? la donna dice: «Mi sono decisa di rivolgermi al programma di Rai Tre per sapere per quale motivo è stato ucciso mio figlio e chi sono i mandanti. Dopo 30 anni si levino quel peso che hanno sulla coscienza, forse hanno famiglia, bambini anche loro». L'intervista integrale con la ricostruzione dell'omicidio di Valerio Verbano, avvenuto il 22 febbraio del 1980, andrà in onda questasera, alle 21.25.

Carla Verbano, che ha 86 anni, ha partecipato a Roma a un corteo per ricordare «i 30 anni trascorsi ancora senza giustizia». Lo striscione dietro al quale hanno sfilato alcune centinaia di persone: «Valerio vive, un'idea non muore, la rivolta continua». In via Montebianco, la strada dove abitava Verbano si sono riuniti esponenti politici, delle associazioni e dei centri sociali. Valerio Verbano stava per compiere 19 anni quando restò vittima dell' agguato nella sua abitazione. I tre assassini entrarono in casa dicendo che erano amici di Valerio, immobilizzarono i genitori, legati e con cerotti sulla bocca, attesero il rientro del giovane e gli spararono. L' omicidio fu rivendicato dai Nar ma Carla Verbano non ha mai smesso di cercare la verità. Pochi giorni fa - edito da Rizzoli - è uscito il libro «Sia folgorante la fine» in cui racconta la sua vicenda e spiega di sperare in un incontro con il giovane che uccise il figlio. «Quando è comparso davanti ai miei occhi non aveva ancora il passamontagna calato. Potrei ancora identificarlo... lo farei accomodare, gli preparerei un caffè, purché mi spiegasse perché». images2.jpg

Zingaretti: democrazia non può avere buchi neri. «Quello dell'assassinio di Valerio Verbano è un tema fondamentale che non va assolutamente dimenticato. È giusto che i giovani oggi sappiano quanto l'odio abbia distrutto generazioni. E in questo caso, oltre al dolore c'è la follia di non sapere ancora niente, chi entrò in casa, chi tenne in ostaggio i genitori, chi uccise un ragazzo di appena diciannove anni. Una democrazia che si rispetti non può avere buchi neri nelle attività investigative». Lo ha dichiarato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti.

Croppi: sicuramente qualcuno sa. «La cosa più importane è l'appello a chi sa. Perché sicuramente c'è qualcuno che sa. In qualche modo ce lo faccia sapere, è l'unico modo per comprendere i fatti e chiudere questo caso irrisolto. L'unico modo per rendere giustizia all'omicidio di Valerio Verbano». Così l'assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi.images3.jpg

da Il Messaggero.it

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